Maestra contestata: nuovo faccia a faccia mamme-ispettore

Montesilvano, incontro sui presunti maltrattamenti ai bimbi L’Ufficio scolastico regionale sollecita altri documenti
MONTESILVANO. L’ispettore dell’ufficio scolastico regionale incontrerà di nuovo le mamme per acquisire altri documenti sul caso della maestra della scuola elementare Fanny Di Blasio contestata dai genitori per i metodi aggressivi. Ieri, la maestra è stata sostituita da un’altra insegnante e non ha avuto contatti con i 46 alunni delle prime E ed F, come richiesto dalle famiglie che protestano da 8 giorni per chiedere l’allontanamento dell’educatrice. Il secondo incontro con il funzionario, dopo quello di mercoledì scorso nella sede della presidenza in via San Francesco, avrebbe dovuto svolgersi ieri ma è stato rinviato. «L’ispettore», spiegano le mamme che ieri hanno accompagnato i figli a scuola all’orario tradizionale e sono rimaste l’intera mattinata a presidiare dall’esterno l’istituto di piazza Diaz, «ci ha chiesto altra documentazione, questa volta scritta, da allegare alla precedente, già verbalizzata. Vuole conoscere anche le ragioni delle madri che hanno avuto a che fare negli anni precedenti, con la maestra contestata». Intanto, le mamme esprimono soddisfazione per la «decisione imposta dall’ispettore di sostituire la docente con un’altra insegnante che fa parte degli organi di potenziamento, che conosciamo da anni e stimiamo, in attesa delle valutazioni finali. Abbiamo preso atto che il preside non avrebbe mai preso una decisione a nostro favore, in quanto non ha mai desiderato ascoltarci. Ora noi ringraziamo tutte le istituzioni che ci sono state vicine, il sindaco Maragno, l’assessore Parlione, il deputato Vacca, la stampa e tutta la cittadinanza che in questi giorni di protesta, ci ha inondato di messaggi di solidarietà. Ma la nostra è una battaglia vinta a metà. Ciò che vogliamo è che la maestra, la quale peraltro è entrata a scuola, forse impegnata in qualche supplenza, sia allontanata definitivamente dai bambini». Perché, precisano, «non vogliamo che questa storia si ripeta. Al momento, la sensazione è che abbiano voluto calmarci con questo provvedimento non ancora definitivo, ma aspettiamo la conclusione delle indagini».

