Mafia e legalità, il convegno: «Bisogna sempre denunciare Mai voltarsi dall’altra parte»

16 Aprile 2023

Nella sala consiliare gremita, l’ex procuratore Trifuoggi e Pettinari (Cinque stelle): «I veri eroi sono i cittadini dei quartieri a rischio che non si sono fatti intimidire»

PESCARA. Ad agosto il delitto della strada parco, dalle cui indagini sono venuti fuori presunti legami con la criminalità calabrese; a marzo l’inchiesta della guardia di finanza che ha smascherato presunte infiltrazioni sul territorio pescarese della mala foggiana attraverso una serie di episodi di usura, intestazioni fittizie di beni ed estorsioni. Infine, giovedì scorso, 20 arresti dei carabinieri a Rancitelli per associazione di stampo mafioso. A finire in manette, per lo più famiglie rom che avevano il controllo assoluto del quartiere.
Di questi fatti, di mafia, ma anche di corruzione, e di come contrastarli, ieri pomeriggio si è parlato nel convegno “Legalità, antimafia, anticorruzione” organizzato dal consigliere regionale del M5S, Domenico Pettinari. Insieme a lui, in una sala consiliare del Comune gremita, Nicola Trifuoggi, che è stato procuratore capo a Pescara e procuratore distrettuale antimafia. Il convegno, moderato dal segretario regionale di Codici Giovanni D’Andrea, è stato introdotto dall’avvocato Tiziano Massimi che si è soffermato sul concetto di legalità. «Bisogna denunciare e non voltarsi mai dall'altra parte», è stato più volte ripetuto.
I CITTADINI CHE RESISTONO Accanto a Pettinari e a Trifuoggi, i cittadini di Rancitelli, di via Rigopiano, di Fontanelle, quelli che, nonostante le minacce, le intimidazioni e i soprusi, in questi anni non hanno mai abbassato la testa. C’erano Patrizia Orsini, a cui nel novembre del 2019 è stata bruciata la macchina al Ferro di cavallo, dove viveva, per aver rilasciato un’intervista sul degrado della zona. C’era Angela Soccio, a cui è stato puntato un coltello alla gola per aver parlato dei problemi delle case popolari di via Rigopiano. Ma c’era anche Andrea Ruscitti, che ha denunciato la corruzione nella pubblica amministrazione. E in prima fila, vicino al procuratore capo Giuseppe Bellelli, c’era Yelfry Guzman, il cuoco di 23 anni a cui, un anno fa, sono stati sparati 5 colpi di pistola da un cliente del locale di piazza Salotto dove il giovanelavorava.
«I VERI EROI» «Sono questi i veri eroi», ha detto Pettinari. «Cittadini che vanno emulati. Persone che non si sono arrese e sono andate avanti nonostante le difficoltà, nonostante le minacce. Bisogna denunciare la criminalità, il malaffare e la corruzione nella pubblica amministrazione e lo deve fare anche il politico. Denunciando si mettono le forze dell’ordine e la magistratura nelle condizioni di poter operare».
Quindi, il ringraziamento al procuratore Bellelli per le inchieste che si stanno portando avanti. «La procura», ha detto Pettinari, «sta andando oltre e lo abbiamo visto nelle indagini sull’omicidio della Strada parco».
Nella sala consiliare del Comune, c'erano anche la senatrice Gabriella Di Girolamo, il consigliere regionale Silvio Paolucci, rappresentanti delle forze dell’ordine oltre, come detto, a tanti cittadini.
«MAI ARRENDERSI» «La mafia moderna corrompe anche perché abbiamo una legislazione carente», ha spiegato nel suo intervento Trifuoggi. «Non bisogna però arrendersi mai. Qualcosa si può e si deve fare. E tocca a noi evitare che questo nostro girarsi dall’altra parte possa essere trasmesso alle altre generazioni. Se continuiamo così, non sarà questione di Pnrr, lo Stato fallisce. L’Italia è fra i paesi più corrotti d’Europa. La cosa è semplice. Casi di corruzione? Denunce, condanne che non ci sono e questo perché», ha ribadito l’ex procuratore di Pescara, «è un reato difficilissimo da scoprire se non ci sono le intercettazioni, della cui opportunità si continua a discutere». Per Trifuoggi bisogna ripartire da scuola e famiglia. «Occorre spiegare nelle scuole il civismo ai ragazzi, civismo che significa essere una comunità. Ma prima devono avere avuto lezioni nei fatti dai genitori».