Magazzini in crisi, Risparmio Casa chiude e licenzia tutti
Stop a Città Sant’Angelo, ma il gruppo apre a Montesilvano È polemica per la mancata ricollocazione dei dipendenti
PESCARA. Nonostante l’aumento dei consumi e i timidi segnali di ripresa, il commercio continua a soffrire, in provincia di Pescara. Lo dimostra la chiusura di Risparmio casa, a Città Sant’Angelo, avvenuta da un giorno all’altro, il 26 agosto, con una decina di lavoratori lasciati a spasso, licenziati in tronco per cessazione di attività e senza alcuna prospettiva, almeno per il momento.
Per loro lancia un grido di allarme Davide Frigelli, segretario della Fisascat Cisl, che sta cercando di avere delle risposte dall’azienda, in merito al futuro dei lavoratori, ma senza troppo successo.
«La proprietà ha dato disdetta del contratto di affitto e questo fa capire chiaramente che non c'è alcuna intenzione di continuare l'attività», spiega il sindacalista. «Il preavviso è stato minimo e i lavoratori hanno avuto il sentore di quello che stava accadendo solo poco prima e solo perché si sono informati dal titolare della struttura, cioè dei muri. L'azienda ha cercato di tenere nascosti il più possibile i suoi progetti e ora dobbiamo fare i conti con il fatto che non ha proposto alcuna ricollocazione al personale di Città Sant'Angelo, nonostante ci sia un punto vendita nuovo in via Verrotti, a Montesilvano. La stessa azienda ha diversi punti vendita nel Lazio e, soprattutto, sotto la stessa ragione sociale di Città Sant’Angelo gestisce i punti vendita di Osimo (Ancona) e Macerata. Chiudendo il magazzino pescarese non ha proposto di destinare i lavoratori ad altre città. Eppure un passaggio del genere sarebbe stato giusto, diciamo etico». Inutile ogni tentativo del sindacato di risolvere la questione in maniera meno traumatica. «L'azienda è assente, non si fa sentire e diventa perfino problematico parlarci. Dovrebbe tenere conto che ci sono dei lavoratori disposti a trasferirsi e invece tergiversa, senza per far sapere niente di definitivo. Abbiamo proposto un tavolo, che non si è mai costituito, per cui posso solo dire che non emerge alcuna sensibilità» di fronte alla situazione di chi è rimasto senza occupazione.
Frigelli fa sapere che sta pensando di chiedere l'intervento della prefettura e annuncia che si sta occupando «dei conteggi per la vertenza, considerato che gli addetti hanno effettuato gli straordinari gratis, assicurando otto ore settimanali in più, non retribuite da tempo».
Il bilancio è sempre più pesante, per il settore. «È un’ulteriore perdita di lavoro nelle imprese pescaresei del commercio», commenta Frigelli, che ha seguito altre vertenze delicate, anche nei centri commerciali. «Non è solo colpa della crisi», per il sindacalista. «Ormai assumono solo i nuovi punti vendita mentre gli altri perdono posti di lavoro e questo accade perché siamo arrivati alla saturazione del territorio. Prima il numero medio dei dipendenti per ogni ipermercato era di circa 250 persone mentre adesso il dato si attesta sulle 170-180 unità. C'è stata una emorragia occupazionale, uguale per tutti, ma per fortuna da due o tre mesi a questa parte c'è una inversione di tendenza con un aumento del fatturato. Si intravede il segno più», conclude, «seppur in maniera timida».
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