«Mai sfrattato gli anziani per i profughi»

Penne, il presidente della Asp che gestisce la casa di riposo: no agli esposti, serve senso di responsabilità
PENNE. La situazione della casa di riposo di Penne, De Sanctis Del Bono, resta al centro delle polemiche. Il presidente della Asp di Pescara, Dario Recubini, prende le distanze dalle dichiarazioni del capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, che ha annunciato che presenterà «un nuovo esposto in procura». Recubini spiega come le carenze strutturali dell’edificio non possano essere collegate con l’ospitalità data a 30 immigrati dallo scorso giugno. «È chiaramente strumentale mettere insieme le disfunzioni e le carenze rilevate dai carabinieri del Nas per la casa di riposo per anziani di Penne con l’ospitalità dei profughi. Si tratta di due vicende separate e l’eventuale trasferimento degli ospiti anziani non dipende affatto dalla presenza dei profughi. Questi ultimi», sottolinea il presidente della Asp, «sono collocati in locali totalmente diversi rispetto a quelli occupati dalla casa di riposo». Recubini parla di problemi storici dell’edifici: «I Nas», dice, «hanno certificato le carenze strutturali nella casa di riposo che vive da decenni in una situazione di criticità, trattandosi di una struttura di metà dell’800. Nei due anni trascorsi dalla sua costituzione», prosegue il presidente della Asp, «abbiamo stanziato oltre 70 mila euro per i primi lavori di adeguamento infrastrutturale».
Durante le ispezioni effettuate nei mesi scorsi da Asl, Nas e polizia locale, a dire il vero, è stato rilevato come le carenze igieniche fossero imputabili anche alla promiscuità per il fatto che l’ala che ospita i rifugiati è comunque comunicante con la zona riservata agli anziani. «Preso atto delle inadeguatezze strutturali rilevate dagli organi di controllo», spiega Recubini, «abbiamo studiato un piano di 3 mesi per trovare una sistemazione migliore agli anziani ospiti della casa di riposo. L’accoglienza ai migranti svolta per conto della prefettura si è tenuta in locali attigui, originariamente dismessi, dopo alcuni adeguamenti che hanno permesso di avviare il programma di accoglienza. Non risponde al vero, dunque», sottolinea Recubini, «dire che gli anziani sono stati sfrattati per far posto agli immigrati: si tratta di due programmi di ospitalità differenti che richiedono diversi standard di sicurezza e che riguardano strutture diverse. La risoluzione dei problemi», chiosa il presidente della Asp, «non passa attraverso esposti alla procura ma attraverso una assunzione di responsabilità di tutti i soggetti istituzionali».
Francesco Bellante
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