Maiella e Morrone stipendi in ritardo
Alanno, la Samidad ai sindacati: «La Comunità montana non ci paga da novembre 2016, così non possiamo saldare»
ALANNO. Stipendi in ritardo. I lavoratori ex Maiella e Morrone, passati con la Samidad onlus, tornano al passato. Sono ancora in attesa di 7 mensilità mai pagate e del Tfr e a niente, finora, sono valsi i decreti ingiuntivi che sono stati costretti a richiedere al tribunale di Pescara. I soldi del passato non arrivano. E non arriveranno, almeno per ora, neanche gli stipendi del presente. Ad annunciare il «ritardo» nel pagamento degli stipendi è stata la direzione con una nota spedita ai sindacati. Una lettera in cui la Samidad, la onlus che ha sventato il blocco dell’assistenza ad anziani, disabili e minori disagiati con la messa in liquidazione della Maiella e Morrone travolta da oltre tre milioni di euro di debiti, ha spiegato il perché dei mancati pagamenti: «Vi porto a conoscenza del fatto che questo mese abbiamo difficoltà ad erogare gli stipendi per l'ambito 35 Montagna Pescarese», così si apre la comunicazione inviata ai sindacalisti, «la Samidad onlus ha anticipato sino ad ora circa 410 mila euro e la Comunità Montana è ferma con i pagamenti a Novembre 2016». Se la Comunità Montana non versa i fondi erogati dai Comuni della Val Pescara, i dipendenti restano a secco visto che la Samidad ha già anticipato di tasca propria 410 mila euro. «Pertanto», continua la lettera, «nell’ottica di una condivisione della problematica esposta, e certo di una vostra comprensione vi comunico che gli stipendi verranno erogati con ritardo». Una lettera trasparenza che si chiude con la formula «sarà sicuramente mia cura tenervi costantemente aggiornati» ma che non è bastata a frenare il malcontento dei lavoratori, alle prese ormai con anni e anni di tribolazioni lavorative.
La richiesta di «comprensione» della Samidad è piombata su lavoratori stremati da una vertenza che non è ancora giunta a conclusione. Una vertenza segnata da uno scaricabarile continuo. Anche adesso perché, in colloqui con i lavoratori, la Comunità Montana accusa le amministrazioni comunali di non pagare con regolarità le rette dei servizi sociali mentre i Comuni parlano di contributi costanti. Di certo, a pagare è l’anello più debole della catena: i lavoratori. Finora, la politica, che ha alimentato un buco da oltre tre milioni di euro, ne è uscita indenne.

