Malati di sclerosi multipla, c’è l’appello

23 Settembre 2021

In Abruzzo sono 2.700. L’Aism chiede alla Regione di avere il farmaco che li può aiutare

PESCARA. Si chiama Siponimod il costoso farmaco che può aiutare i malati di sclerosi multipla a rallentare il decorso della malattia.
Il dispositivo medico, approvato nel maggio 2020 dall’Aifa (Agenzia italiana del Farmaco) e ammesso alla rimborsabilità del Servizio sanitario nazionale nell’aprile 2021, «non è stato, però, ancora sbloccato nel suo iter per l’immissione in commercio, dalla Regione Abruzzo».
Il presidente del coordinamento regionale Aism Abruzzo, Vittorio Morganti sollecita l’assessorato regionale alla Salute «a concludere l’iter che autorizza la distribuzione da parte del servizio farmaceutico regionale».
«È fondamentale che l’approvazione del Siponimod in Abruzzo», spinge Morganti, «si faccia in tempi brevi perché grazie ai trattamenti precoci e alle alte terapie farmacologiche le persone con sclerosi multipla possano mantenere una buona qualità di vita».
Sono 2700 i pazienti con sclerosi, tra i 12 e 50 anni. Due su tre sono donne, “solo” tre su dieci malati finiscono in carrozzina.
«La malattia insorge tra i 20 e i 30 anni, generalmente», spiega il presidente dell’associazione, «ma negli ultimi tempi stiamo registrando sempre più casi pediatrici. Le diagnosi sono precoci, intorno ai 12 anni, ciò è possibile anche grazie alle apparecchiature altamente innovative» che captano l’insorgere della patologia.
Morganti spiega perché questa terapia è così importante per i malati di oggi: «Il Siponimod costituisce l’unica, valida, alternativa per la forma di sclerosi multipla cosiddetta secondariamente progressiva con malattia attiva, evidenziata da ricadute o da caratteristiche radiologiche, e che la tempestività del suo impiego è in grado di attenuare significativamente le evoluzioni degenerative della malattia».
Una «grande speranza» soprattutto «per i giovani che con questa terapia farmacologica si vedrebbero rallentare, o quasi bloccare, la malattia agli inizi». Una speranza perché verrebbe presa in tempo. La battaglia dell’Aism è arrivare a distribuire anche ai pazienti abruzzesi «così come accade in altre regioni d’Italia, Veneto, Toscana, Lazio, il farmaco salvavita che ha costi improponibili per le famiglie e che neppure le farmacie ospedaliere possono prescrivere».
Pertanto l’Aism «si fa portavoce delle richieste dei malati di sclerosi e delle loro necessità» e auspica un rapido intervento della Regione «affinché non si veda leso il loro diritto alla salute».
Quindi l’associazione, «richiamandosi alla Carta dei Diritti delle persone con sclerosi redatta nel 2014 da Aism», chiede che «la Regione effettui i necessari passaggi affinché il farmaco sia immediatamente disponibile» a tutti coloro che ne hanno bisogno.