“Malerba”, il libro del riscatto di un ergastolano

Presentato nel carcere di Sulmona dai due autori, il detenuto Grassonelli e il giornalista Sardo
«Ai giovani vorrei dire di non fare nulla che possa privarli della libertà, non c’è cosa più preziosa della libertà, della libertà di andare al mare, di mangiare una pizza, di fare l’amore… Un detenuto vive, ma non ha un’esistenza e una vita senza esistenza non è quasi degna di essere vissuta». È stato rivolto ai giovani il primo pensiero di Giuseppe Grassonelli, ergastolano nel carcere di Sulmona, ieri, in occasione della presentazione del libro “Malerba”, che ha scritto con il giornalista di Canale 5 Carmelo Sardo. È la prima e unica volta che il libro, Premio Recalmare-Sciascia Città di Grotte, viene presentato da entrambi gli autori. L’incontro nella sala convegni del carcere di Sulmona. Un libro intenso, che sa di vita, nonostante l’apparente contraddizione in termini con la storia che narra, quella di Antonio Brasso, alter ego di Grassonelli, segnata da mafia, omicidi, arresti. Fatti che hanno segnato per sempre Grassonelli, da 23 anni in carcere, quel carcere che lo ha cambiato. «La trasformazione c’è stata», ha raccontato l'autore, «ed è stata resa possibile dal sapere, la conoscenza, un’apertura mentale che prima non avevo. L’uomo non cambia la propria natura, ma l’uomo che conosce ha la possibilità di scegliere strade e soluzioni che prima non aveva». «Questo libro», ha detto la direttrice del penitenziario, Luisa Pesante, «ci dà un messaggio importante, ci aiuta a riflettere sul significato della pena detentiva, della perdita della libertà e sul valore della vita. Una riflessione che tocca l’interno della realtà carceraria, ma anche l’esterno, cercando di far comprendere che cosa sia una percorso di recupero». Presenti Giuseppe Ferraro, docente di filosofia all’università Federico II di Napoli, vicino con numerose iniziative ai detenuti del carcere sulmonese, l'assessore Enza Di Giannantonio e Chiara Guerra dell'associazione Gruppo Idee. Sardo ha consegnato al coautore di “Malerba” la targa del Premio Sciascia. «Dedico questo premio al mio maestro Ferraro, l’inizio di ogni cosa», ha detto Grassonelli commosso, «a Carmelo che ha reso possibile questo sogno e a mia madre che per una volta non si vergognerà di suo figlio». Il libro a fine anno diventerà un docu-film e poi un film, per la regia di Toni Trupia.
Annalisa Civitareale
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