Malore in spiaggia, muore dipendente Tua

Giuseppe Pizii, 60 anni, stava giocando a carte al lido La Vela con la moglie e un amico. Subito soccorso, non ce l’ha fatta
PESCARA
Quasi un’ora di rianimazione prima in spiaggia poi in ospedale, ma per Giuseppe Pizii, 60 anni, non c’è stato nulla da fare. Il suo cuore ha smesso di battere in ospedale dopo che i medici le hanno tentate tutte, dopo che il bagnino dello stabilimento e un poliziotto fuori dal servizio hanno provato a tenere il suo cuore in vita con le manovre di rianimazione fino all’arrivo del 118. A portarlo via e togliergli la gioia di vedere la sua nipotina nascere è stato con molta probabilità un malore che lo ha stroncato mentre domenica pomeriggio era al mare, sotto l’ombrellone, a giocare a carte. Storico dipendente dell’azienda Tua, Pizii era il volto sorridere che ogni giorno accoglieva i passeggeri di Montesilvano sull’autobus e li lasciava tra una fermata all’altra.
IL MALORE
Una domenica pomeriggio, la prima della stagione, sotto la palma che da anni riconfermava allo stabilimento La Vela di Montesilvano. Giuseppe Pizii era sotto l’ombrellone a giocare a carte con sua moglie e un amico di famiglia quando è stato colto dal malore. «Ho sentito la moglie urlare», racconta Mario Iannetti, poliziotto della questura pescarese fuori dal servizio, «ero sulla passerella, proprio accanto alla loro palma. Lo avevo appena salutato». E a correre in soccorso anche il bagnino dello stabilimento, Claudio Agnellini che ha iniziato a praticare le manovre salva vita, mentre partivano le chiamate al 118. Il bagnino e il poliziotto si sono così alternati nelle manovre di rianimazione. Per Gabriele Pizii è stato necessario anche l’uso del defibrillatore: sei scariche che però non sono state decisive. In gravi condizioni, il 60enne è stato trasportato in ospedale a Pescara con il codice rosso. Ma non c’è stato nulla da fare e Pizii è morto. La salma è in obitorio a Pescara, a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha richiesto l’autopsia per chiarire le cause del decesso, poi verrà fissata la data dei funerali.
IL LUTTO
Assunto nel 1995 nell’allora gestione governativa dell’azienda (poi diventata gestione trasporti metropolitani, poi Tua nel 2016) Giuseppe Pizii è stato per anni un autista degli autobus. Dal 2017, dopo aver vinto il concorso, era diventato verificatore titoli di viaggio. «Lavorare con lui era una sicurezza», lo ricordano i colleghi della Tua, «non abbandonava mai nessuno, qualunque cosa accadesse. Aiutava sempre, sia fuori che dentro il lavoro. Lavorava con impegno e cercava di non far mancare nulla alla sua famiglia. Era sempre pronto ad aiutare gli altri e non si tirava mai indietro. Disponibile, affidabile e generoso, rappresentava un punto di riferimento per chiunque avesse bisogno del suo supporto». Dopo quasi 30 anni di attività, era in procinto di andare in pensione e godersi la nipotina in arrivo. Pizii lascia la moglie Lusiana, e i figli Alessandro, Angelica e Alisia.

