Malori e cadute, pronto soccorso in tilt

17 Agosto 2021

Oltre 50 persone in attesa. Un turista: 8 ore senza assistenza. E intanto scoppia l’altra emergenza: mancano le ambulanze

PESCARA. Fratture, ferite e contusioni per incidenti domestici, su bici o monopattino e malori da disidratazione con febbre e cali di pressione.
Alle 16 di ieri c’erano 55 persone in attesa, o con le visite in corso, nel pronto soccorso preso d’assalto, quasi ogni giorno ormai, da giovanissimi che sfrecciano sulle strade con i nuovi e velocissimi mezzi di trasporto, cadono e si fanno male a mani, piedi e gambe. E anziani, anche ultranovantenni, che arrivano nel dipartimento di emergenza di via Fonte Romana in preda a cali di pressione e svenimenti soprattutto a causa del meteo bollente di questi giorni.
Nei prossimi giorni la colonnina dovrebbe scendere di diversi gradi concedendo una tregua con temperature più fresche: dai 34-36 di domenica scorsa si arriverà ai 18 di venerdì 20 agosto, per risalire a 36 di martedì 24, secondo 3Bmeteo.
Intanto il pronto soccorso registra un’altra emergenza: la carenza delle ambulanze. Che sono troppo poche rispetto al numero di chiamate, in questo periodo anche fino a 400 al giorno, che arrivano al 118.
Richieste di aiuto, da parte dei pazienti, coperte con 3 ambulanze (una medicalizzata, una della Misericordia e una della Croce Rossa) che corrono a sirene spiegate su Pescara e che restano, anche se solo per pochi minuti e in alcuni momenti più pressanti della giornata, in fila dentro e fuori la camera calda del pronto soccorso, in attesa di trasferire i pazienti al triage. Gli altri 6 mezzi, uno per ogni località, sono operativi su Montesilvano, Pianella, Catignano, Scafa, Penne, Caramanico.
«In questo periodo stiamo trattando molti traumi», spiega Alberto Albani, primario del pronto soccorso e referente regionale per le Emergenze-Urgenze, «di giovani che arrivano con fratture, tagli, contusioni a ginocchia, piedi, gambe, mani, conseguenza di incidenti con i monopattini, bici e cadute in casa. Ci sono poi, codici rossi, come quello della 32enne del Nord, vittima di un incidente sulla A14, che versa in gravi condizioni».
Altri casi riguardano «gli 80-90enni che arrivano in preda a malori dovuti al caldo, disidratati perché non bevono a sufficienza, con la febbre e i cali di pressione» conclude il primario che sottolinea la cronica carenza di medici di pronto soccorso «che non si trovano». La rabbia sale anche tra i turisti arrivati in città. G.C. scrive al Centro per denunciare che «oggi alle 12 (ieri) ho avuto una colica renale. Mi viene attribuito il codice verde. Sono rimasto seduto su una sedia per 8, dico 8 ore senza nessun tipo di assistenza per il dolore». Poi «la visita medica e la Tac. Alle 22 sono ancora in attesa. In 14 ore una bottiglietta d'acqua e non ho mangiato nulla».