Mamma di 32 anni muore dopo il ricovero

Veronica Costantini, di Montesilvano, si è sentita male in casa lunedì scorso e per due volte è stata portata in ospedale
PESCARA. Lunedì ha avuto i primi problemi di salute. E’ stata portata in ospedale per due volte in due giorni. E ieri è morta. Veronica Costantini, 32 anni compiuti il 30 gennaio, di Montesilvano, madre di due bimbe, se n’è andata via come trascinata da un’onda inattesa, violenta e inarrestabile. Ma i familiari vogliono vederci chiaro e si sono rivolti alla procura.
Il marito Lorenzo Grilli e i genitori Alvaro e Monica si sono rivolti all’avvocato Anthony Hernest Aliano, che ha presentato un dettagliato esposto in Procura, che ha aperto un’inchiesta. Vogliono capire perché Veronica non c’è più e chiedono che «i responsabili, allo stato ignoti, vengano puniti per tutti quei reati che dovessero emergere nel corso delle indagini».
In sei pagine Aliano ha ricostruito passo dopo passo, in 54 punti, gli ultimi giorni di Veronica, una bella e giovane donna con un passato da modella, sempre gioiosa, attentissima all’alimentazione e molto attaccata ai suoi cari. L’incubo per questa famiglia è cominciato il primo aprile, lunedì mattina, quando la madre di Veronica, una infermiera in pensione, si è accorta che la figlia stava poco bene. Era a letto e l’ha trovata confusa, sembrava assente dal punto di vista mentale, non riusciva a rispondere alle domande sul suo stato di salute. All’ora di pranzo è scattata la richiesta di intervento al 118 e Veronica è stata trasportata in ospedale, a Pescara, dove è stata sottoposta a una serie di controlli. Poi, alle 3 di notte, è stata dimessa. Il giorno dopo la situazione non era cambiata: Veronica appariva confusa e assente, con lo sguardo perso nel vuoto, si comprimeva il lato destro della testa, e rispondeva farfugliando. Anche in quel caso la madre ha chiesto aiuto, il medico di base ha visitato la 32enne a casa e le ha somministrato dei medicinali. Ma la mattina successiva Veronica appariva visibilmente peggiorata, prosegue l’esposto. È stata di nuovo trasportata dal 118 al pronto soccorso dove hanno preso il via gli accertamenti, dopodiché è stata ricoverata prima nel reparto di Malattie infettive e poi trasferita in Neuropsichiatria, e lì la giovane donna ha avuto una crisi epilettica, giovedì.
La madre, che non ha mai perso di vista Veronica e si è informata costantemente sullo stato di salute della figlia e sulle cure che le venivano prestate, perfino sollecitandole, ha telefonato in ospedale alle 4 del mattino di venerdì per informarsi sulle condizioni della figlia.
Di lì a poco sarebbe accaduto il peggio. Alle 7, quando la donna è arrivata in reparto, ha saputo che Veronica era in Rianimazione, avendo avuto una crisi cardiaca ed essendo rimasta «per almeno venti minuti senza attività vitale», come ricostruito nell’esposto. Ieri mattina è stata avviata la procedura per l’eventuale donazione degli organi (il marito ha dato il consenso) e si è arrivati alla dichiarazione di morte cerebrale. Ma con il passare delle ore la situazione è precipitata: il cuore di Veronica non ha retto.
Nell’esposto (del caso si occupa il sostituto procuratore Andrea Papalia) è stata chiesta la nomina di un consulente per assistere all’eventuale prelievo degli organi e all’autopsia, sollecitata per riscontrare le cause del decesso.
Per il marito e i genitori di Veronica le decisioni del personale medico sono state «gravi e grossolane». E con una «corretta diagnosi, facilmente riscontrabile», sarebbe stato possibile evitare il triste epilogo.
Dopo aver ascoltato i parenti della 32enne, Aliano parla di «elementi inquietanti che hanno caratterizzato la gestione del paziente» e per questo la famiglia ha deciso di rivolgersi «alla magistratura affinché accerti le cause dell’accaduto e le discendenti responsabilità».
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