Mamma incinta perde la bimba Un’altra inchiesta sull’ospedale

La donna, arrivata alla 36esima settimana di gravidanza, ha scoperto che la piccola era deceduta durante il monitoraggio nel reparto di Ostetricia e Ginecologia. Sequestrate cartella clinica e placenta
PESCARA. Arrivata alla trentaseiesima settimana di gravidanza ha scoperto che la sua bambina era morta. La tragica notizia le è stata comunicata durante il monitoraggio, in ospedale, nel reparto di Ostetricia e Ginecologia. Eppure, fino a pochi giorni prima la bimba era viva.
Ora la giovane donna della provincia di Pescara vuole vederci chiaro e, per questo motivo, ha presentato un esposto alla procura della Repubblica, affidandosi all’avvocato Omar Bottaro. A seguito della segnalazione alla magistratura, il sostituto procuratore Luca Sciarretta ha disposto il sequestro di tutta la documentazione sanitaria, ma anche della placenta e del feto.
L’AUTOPSIA E quindi nei prossimi giorni potrebbero essere eseguiti degli accertamenti autoptici per chiarire la vicenda. A questo scopo, Bottaro ha già individuato un consulente di Pescara, Paola Vellante.
La gravidanza della donna, sottoposta a monitoraggio in ospedale su indicazione del proprio ginecologo per controllare la placenta, sarebbe andata avanti regolarmente, senza problemi particolari, fino al 9 aprile.
Proprio martedì scorso, sarebbe emerso che era tutto a posto per cui la paziente è tornata a casa. L’allarme è scattato due giorni fa, quando la mamma è tornata in ospedale e il personale che si è occupato di lei si sarebbe accorto della mancanza di battito del feto.
IL CESAREO Una ecografia avrebbe confermato che in effetti era così per cui si è provveduto al ricovero e al cesareo, almeno stando a una prima ricostruzione. L’intenzione della giovane donna e del marito è di far accertare, dopo la presentazione dell’esposto, eventuali negligenze o omissioni, oltre a capire con esattezza che cosa sia accaduto al feto. E proprio per questo andrà ricostruita la vicenda, in particolare per ciò che riguarda gli ultimi accessi della donna in ospedale.
TERZA INCHIESTA In pochi giorni questa è la terza inchiesta sull’ospedale aperta dalla procura, dopo quelle che riguardano Veronica Costantini, la donna di 32 anni di Montesilvano madre di due bambine deceduta per una encefalite da herpes durante il ricovero, e Sandro Furno, il 66enne stroncato da un arresto cardiaco improvviso mentre stava effettuando un esame diagnostico nel reparto di Gastroenterologia.
In particolare, per Veronica Costantini è stata disposta un’ispezione ministeriale che dovrà accertare se a determinare la morte abbiano contribuito difetti organizzativi e se siano state rispettate tutte le procedure previste a garanzia della qualità e della sicurezza delle cure.
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