Veronica Costantini

MONTESILVANO

Mamma morta a 33 anni, a processo tre medici dell’ospedale civile

Sono accusati di omicidio colposo per la morte di Veronica Costantini. Il pm Papalia: "Deceduta a causa di una diagnosi sbagliata"

MONTESILVANO. Tutti rinviati a giudizio i medici dell'ospedale di Pescara accusati di omicidio colposo per la morte di Veronica Costantini, la madre di 33 anni deceduta a causa di una diagnosi sbagliata, come sostiene l’accusa rappresentata dal pm Andrea Papalia. Il dirigente medico di Malattie infettive, Giulio Colella, la dirigente medico del servizio psichiatrico, Annamaria Pace, e il responsabile dello stesso servizio, Antonio D’Incecco, dovranno comparire davanti al giudice monocratico Marino il prossimo 26 aprile.

Lo ha deciso ieri il giudice per l’udienza preliminare, Fabrizio Cingolani, dopo che la parte civile, rappresentata dall’avvocato Anthony Aliano che assiste i congiunti della povera Veronica, aveva rigettato la proposta avanzata dalla Asl di Pescara come risarcimento danni. Troppo pochi i 650 mila euro offerti dall’assicurazione dell’azienda sanitaria,
rispetto ai 5 milioni di euro che i familiari avevano chiesto per quella assurda morte di una giovane moglie e madre. Un caso che arrivò fino all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari che spedì a Pescara una task force, per far luce su quel decesso.

Un malore, quello di Veronica, che venne scambiato per un problema psichico, tanto da far ricoverare la donna in psichiatria. Veronica accusò i primi sintomi il primo aprile del 2019 (morì il 6 aprile) e venne trasportata in ospedale, ma dopo una notte venne dimessa