Manca il personale in Comune: stop al part-time dei dipendenti

C’è preoccupazione per la carenza di organico dopo i recenti pensionamenti, a rischio alcuni servizi La giunta incarica il dirigente di aumentare le ore ai lavoratori con contratti a tempo parziale
PESCARA. Non sono bastate le 53 assunzioni avvenute l’anno scorso. Il Comune, ora con 665 dipendenti contro i circa 1.100 di 20 anni fa, continua a lamentare una grave carenza di organico, soprattutto dopo un’ottantina di pensionamenti, in gran parte anticipati con il sistema di Quota 100, registrati nel corso del 2020. Per questo motivo, in attesa di poter avviare nuovi concorsi, emergenza Covid permettendo, l’amministrazione comunale è corsa ai ripari. Venerdì scorso, la giunta ha approvato una delibera con cui dà incarico al vice direttore generale e dirigente al settore Risorse umane Fabio Zuccarini di aumentare le ore di lavoro ai dipendenti assunti part-time. In pratica ai commessi, impiegati, funzionari, responsabili di servizi e dirigenti che hanno questi tipi di contratti verrà richiesto se intendono accettare la proposta di lavorare a tempo pieno per almeno 35 ore settimanali.
«Si evidenzia», è scritto nel provvedimento presentato dal sindaco Carlo Masci (con la delega al personale) e approvato dalla giunta, «che è emersa l’esigenza, condivisa trasversalmente da tutte le strutture dell’ente e più volte ribadita anche in seno al Comitato di direzione strategica, da ultimo nella riunione del 18 gennaio scorso, di incrementare le ore lavorative contrattualmente previste per i dipendenti assunti part-time al fine di sopperire, ancorché parzialmente, alla situazione di perdurante carenza di personale dell’ente, riuscendo a garantire servizi all’utenza o alla struttura nel suo complesso ed evitando, nel contempo, un ricorso talvolta eccessivo allo strumento delle prestazioni rese in straordinario dai dipendenti, con ripercussioni negative sulla corretta gestione del salario accessorio».
Da qui la richiesta di aumentare, volontariamente, le ore di lavoro ai dipendenti con contratti a tempo indeterminato e parziale. Una scelta che era stata già fatta nel settembre scorso, ma con poco successo. Ora l’amministrazione ci riprova per evitare il rischio che alcuni servizi possano fermarsi a causa della carenza di organico.
«Si reputa opportuno», si legge ancora, «di programmare l’incremento di orario dei contratti di lavoro a tempo indeterminato e parziale, già stipulati dall’ente, dando mandato al settore Risorse umane di valutare, previa richiesta dei dirigenti di riferimento, con l’assenso dei dipendenti interessati e compatibilmente con le risorse disponibili in bilancio, l’incremento delle ore lavorative contrattualmente stabilite entro il limite massimo di 35 ore settimanali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

