Manca l’acqua nell’area vestina Petrucci: territorio in ginocchio

14 Agosto 2024

Il sindaco di Penne chiede un tavolo alla presenza di Ersi e Regione: «Vanno pianificati interventi» E il consigliere di opposizione Frisa segnala una copiosa perdita a Roccafinadamo: tubature colabrodo

PENNE. L’emergenza idrica a Penne e nell’area vestina è arrivata ad assumere contorni preoccupanti. Oltre alle già stabilite chiusure notturne (dalle 22 alle 6 del mattino) dei serbatoi Capoluogo e Arci, l’Aca nei giorni scorsi ha previsto chiusure straordinarie pomeridiane, dalle 15 alle 18, fino al prossimo 19 agosto. Le chiusure pomeridiane interesseranno esclusivamente il serbatoio Capoluogo, quello che rifornisce gran parte del centro urbano cittadino. Una decisione che ha messo in difficoltà più di un’attività, oltre che le tante famiglie che non dispongono di un autoclave. «L’emergenza idrica continua a rimanere la principale priorità in questo momento», osserva il sindaco di Penne Gilberto Petrucci. «Manca acqua e le chiusure straordinarie pomeridiane stanno mettendo in ginocchio l’intera comunità. Con l’assessore comunale alla Protezione civile, Antonio Baldacchini, abbiamo promosso una riunione per valutare le conseguenze sulla popolazione qualora non dovesse piovere nei prossimi giorni, con l’impiego di autobotti per rifornire le abitazioni. Invito i cittadini a dotarsi di serbatoi perché le previsioni sono difficili. Ringrazio la governance e il direttore generale di Aca Spa per il supporto che quotidianamente viene dato a noi sindaci in questo momento difficile. Lo ripeto: sono preoccupato per Penne e i centri dell’area vestina. Occorre promuovere un tavolo alla presenza di Ersi e Regione Abruzzo per pianificare interventi futuri nel ciclo idrico».
Pesante anche il conto che sta pagando l'agricoltura. Tante le aziende agricole in difficoltà nelle coltivazioni e con gli allevamenti. La pochissima acqua presente nell'invaso della diga di Penne ha costretto il Consorzio di bonifica Centro a interrompere dallo scorso luglio l'erogazione dell’acqua. Uno stop scaturito sia dall’assenza di acqua e sia dalla necessità di completare i lavori di manutenzione straordinaria sull'invaso artificiale pennese.
Ma al problema delle chiusure per la scarsa portata delle sorgenti, a Penne c'è anche un problema legato alla tenuta delle condutture. Da venerdì scorso, ad esempio, nella popolosa frazione di Roccafinadamo, c'è una perdita che non ancora viene riparata e che ha prodotto lo spreco di un grande quantitativo di acqua potabile. «Sono andato a vedere quello che alcuni residenti mi avevano segnalato», riferisce il consigliere comunale di Penne Ribelle, Gabriele Frisa. «L’Aca aveva appena riparato una perdita e poche ore dopo una nuova falla si è aperta poco più avanti. I cittadini non hanno l’acqua e poi ci sono sprechi e tubature colabrodo. Se l’Aca in 20 anni di esistenza avesse messo 10 km di tubature nuove l'anno, avremmo oggi 200 km di tubature nuove».