Mancano i pediatri nei Comuni: parte la protesta di 13 sindaci

29 Marzo 2022

Il 9 aprile manifestazione a Pescara. I genitori di 2.900 bambini chiedono un’assistenza adeguata Visite assicurate solo a Scafa e Manoppello, restano chiusi gli studi a Caramanico e San Valentino

SCAFA. Tredici comuni dell’entroterra pescarese uniti da una sola battaglia: assicurare ai bambini una assistenza adeguata, visto che ci sono solo due pediatri e visitano soltanto in due studi, a Scafa e Manoppello, mentre gli studi di San Valentino e Caramanico sono chiusi. Una protesta che va avanti già da un po’ e che ora riprende vigore con una manifestazione in piazza Unione, a Pescara, sabato 9 aprile, alle 10. I promotori sono i genitori di alcuni dei 2.900 bambini tra 0 e 14 anni (di cui 1.900 tra 0 e 6 anni)) che risiedono nei 13 comuni coinvolti che sono Scafa, Manoppello, Lettomanoppello, Turrivalignani, Alanno, Cugnoli, Serramonacesca, Salle, Caramanico, San Valentino, Roccamorice, Abbateggio, Sant’Eufemia.
Silvia Gioffrè, una delle mamme che si è sempre impegnata su questo fronte per garantire una assistenza adeguata ai bambini, anche attraverso l’assegnazione di altri pediatri, parla dei disagi che si registrano a raggiungere gli studi dei pediatri a Scafa e Manoppello dai centri più lontani. E si dice delusa per «l’emendamento presentato in Regione alla legge anti-spopolamento che doveva servire ad aumentare il numero dei pediatri delle aree montane. Ma, dopo la richiesta di chiarimenti da parte del Governo, il testo è stato modificato, svuotato. E ora è tutto come prima», prosegue Gioffrè, «e il problema lo viviamo noi sulla nostra pelle» in attesa che si realizzi «il distretto sanitario, a Scafa, che comunque non risolverà il problema perché ci sarà un pediatra di continuità, per cui cambierà ogni 6 ore».
Ci saranno anche i sindaci, in piazza, per chiedere una soluzione. «Di manifestazioni ne abbiamo già fatte altre e il comune di Scafa parteciperà anche a questa», dice il primo cittadino di Scafa, Maurizio Giancola. «Purtroppo c’è una carenza diffusa di pediatri che si avverte anche qui e il problema è sentito dalla popolazione».
Da Caramanico il sindaco Luigi De Acetis commenta che «è una scelta legittima mantenere chiuso lo studio nel nostro comune ma per noi è un disagio raggiungere Manoppello, specie per quei genitori che hanno poco tempo. Anziché migliorare, nella erogazione del servizio, si peggiora. Siamo mossi dalla speranza che si risolva la questione: la nostra non è propriamente una protesta per qualcosa che non funziona. L’ideale sarebbe trovare un altro pediatra, anche se sappiamo che non è semplice e che il problema parte da lontano, a livello nazionale. C’è una carenza oggettiva. E se con la nomina di un secondo pediatra è stato tamponato il problema ora il tema si sposta sulla fruibilità del servizio». (f.bu.)