«Mancata bonifica, noi non c’entriamo»

4 Settembre 2021

BUSSI. Il sindaco di Bussi sul Tirino, Salvatore Lagatta, indagato per inquinamento insieme ai vertici di Edison e ad un ingegnere di Solvay, interviene sulla decisione della procura di Pescara di...

BUSSI. Il sindaco di Bussi sul Tirino, Salvatore Lagatta, indagato per inquinamento insieme ai vertici di Edison e ad un ingegnere di Solvay, interviene sulla decisione della procura di Pescara di effettuare dal 14 settembre prossimo una serie di prelievi e accertamenti per verificare se dalle discariche 2A e 2B continuano ad uscire sostanze inquinanti. «La notizia dell’inchiesta», dice il primo cittadino di Bussi, «è vecchia di alcuni mesi (il fascicolo venne aperto alcuni mesi fa e il Centro ne diede notizia, anche se questo provvedimento della procura è datato 30 agosto ndc) e già allora mi limitai a condividere l’operato della procura, esprimendo sorpresa per l’assenza di funzionari del ministero dell'Ambiente fra gli indagati». Il sindaco Lagatta, nel ricordare di aver presentato una denuncia nei confronti del ministero per omessa bonifica, puntualizza alcuni passaggi di questa vicenda. «Nel riconfermare la piena condivisione dell’operato della procura, mi limito solo a ricordare», aggiunge, «che con determina del 26 giugno 2018 la Provincia ha individuato il responsabile dell’inquinamento in Edison e che nella stessa determina si ordinava ad Edison di mettere in atto tutte le azioni di messa in sicurezza e bonifica entro 30 giorni. Edison si è opposta a questa determina sia davanti al Tar che al Consiglio di Stato ed entrambi hanno rigettato il ricorso di Edison».
Sta di fatto che da quelle due discariche, che rientrano nella zona della più grande discarica abusiva di rifiuti tossici e nocivi d'Europa scoperta dalla forestale nel 2007, continua ad uscire percolato che sta provocando ulteriore inquinamento in quel terreno che oggi è di proprietà del Comune di Bussi che l’acquistò da Solvay al prezzo simbolico di un euro. Il pool di magistrati che si sta occupando del caso (il procuratore Anna Rita Mantini, con i sostituti Anna Benigni e Luca Sciarretta) non sta facendo altro che verificare se quanto riportato anche dall’Arta nelle sue relazioni sia effettivamente vero e soprattutto stabilire l’esistenza di eventuali responsabilità di chi ha inquinato, ma anche di chi non ancora ha fatto niente per bonificare quel territorio che minaccia la salute pubblica. Questo è il senso dell’atto irripetibile che i magistrati hanno notificato a tutte le parti in causa: Edison, Solvay e Comune di Bussi, appunto come proprietario del terreno. (m.cir.)