Mancata manutenzione A25: il giudice decide il 12 ottobre
Nell'udienza preliminare di ieri, davanti al gup Nicola Colantonio, l'avvocato Augusto La Morgia, difensore del presidente del cda di “Strada dei Parchi”, Lelio Scopa, e di Cesare Ramadori,...
Nell'udienza preliminare di ieri, davanti al gup Nicola Colantonio, l'avvocato Augusto La Morgia, difensore del presidente del cda di “Strada dei Parchi”, Lelio Scopa, e di Cesare Ramadori, amministratore delegato, ha depositato una memoria di una settantina di pagine, oltre a un pacco di documenti, facendo slittare al 12 ottobre prossimo la decisione sulla presunta mancata manutenzione dei tratti autostradali della A25 che riguardano la zona del Pescarese.
La richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pm Luca Sciarretta riguarda anche il direttore generale e procuratore speciale Gino Lai; i tre responsabili della direzione tecnica che si sono alternati negli anni, Marco Rocchi, Mario Bellesia e Gabriele Nati; Marco Pellicciardi, responsabile del settore viabilità, manutenzione e ambiente. Tutti devono rispondere di inadempimento contrattuale e di attentato alla sicurezza dei trasporti. La procura contesta agli imputati di aver determinato nelle strutture, e in particolare nei piloni dei viadotti presenti nei tratti autostradali presi in esame, «avanzati stati di degrado manutentivo».
Il pm parla anche di «disgregazione del calcestruzzo superficiale che si estende fino a profondità variabile, dell'ossidazione con decomposizione dei materiali delle armate ordinarie» e di altri aspetti strettamente tecnici, accertati da una perizia. Per questo la difesa, con la memoria, ha voluto ribattere punto su punto, prima che il giudice emetta la sua decisione. (m.cir.)
La richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pm Luca Sciarretta riguarda anche il direttore generale e procuratore speciale Gino Lai; i tre responsabili della direzione tecnica che si sono alternati negli anni, Marco Rocchi, Mario Bellesia e Gabriele Nati; Marco Pellicciardi, responsabile del settore viabilità, manutenzione e ambiente. Tutti devono rispondere di inadempimento contrattuale e di attentato alla sicurezza dei trasporti. La procura contesta agli imputati di aver determinato nelle strutture, e in particolare nei piloni dei viadotti presenti nei tratti autostradali presi in esame, «avanzati stati di degrado manutentivo».
Il pm parla anche di «disgregazione del calcestruzzo superficiale che si estende fino a profondità variabile, dell'ossidazione con decomposizione dei materiali delle armate ordinarie» e di altri aspetti strettamente tecnici, accertati da una perizia. Per questo la difesa, con la memoria, ha voluto ribattere punto su punto, prima che il giudice emetta la sua decisione. (m.cir.)

