Mancini: diminuito il numero dei posti letto
«Le soluzioni ci sono e possiamo applicarle, ma in un tempo ragionevole e con un investimento consistente». Risponde così il direttore generale della Asl Armando Mancini all'appello lanciato ieri da...
«Le soluzioni ci sono e possiamo applicarle, ma in un tempo ragionevole e con un investimento consistente». Risponde così il direttore generale della Asl Armando Mancini all'appello lanciato ieri da medici, infermieri, operatori e politici durante il consiglio comunale straordinario. «Negli anni», spiega il manager, «il ricorso ai ricoveri è aumentato notevolmente, ma a fronte di questo il numero dei posti letto è diminuito. C'è un problema di invecchiamento della popolazione, basti pensare che a Pescara nel reparto di Geriatria ricoveriamo i pazienti dai 75 anni in su e non gli over 65 come avveniva un tempo. Abbiamo scelto di posticipare di dieci anni l’accesso al ricovero per cercare di ridurre il carico del reparto, ma non basta».
I numeri dei posti letto in Italia, rapportati al numero di abitanti, fotografano una situazione limite ben al di sotto della media europea. «I medici dell’accettazione non sanno più dove ficcare i pazienti», ammette Mancini, «bisogna far ripartire la locomotiva nazionale e incrementare l’assistenza domiciliare sul territorio, come stiamo già facendo». Un'altra soluzione individuata dal manager riguarda la razionalizzazione degli spazi all'interno dell'ospedale. «Il ricovero per patologie è importante», aggiunge, «abbiamo fatto una delibera in tal senso. C’è poi un progetto a medio e breve tempo che riguarda lo spostamento dell’attuale terapia intensiva neonatale al primo piano, dove si trovava la vecchia riabilitazione, per recuperare un’ala con 25 posti di degenza medica. Ma il progetto costa 3 milioni e 800 mila euro. Il nuovo polo oncoematologico, poi, porterebbe via un piano e mezzo. Infine siamo in dirittura d'arrivo con la gara per il distretto sanitario di Pescara sud, stiamo aprendo le buste in questi giorni. Se non ci saranno problemi, a ottobre novembre potremmo aprire il cantiere». (y.g.)
I numeri dei posti letto in Italia, rapportati al numero di abitanti, fotografano una situazione limite ben al di sotto della media europea. «I medici dell’accettazione non sanno più dove ficcare i pazienti», ammette Mancini, «bisogna far ripartire la locomotiva nazionale e incrementare l’assistenza domiciliare sul territorio, come stiamo già facendo». Un'altra soluzione individuata dal manager riguarda la razionalizzazione degli spazi all'interno dell'ospedale. «Il ricovero per patologie è importante», aggiunge, «abbiamo fatto una delibera in tal senso. C’è poi un progetto a medio e breve tempo che riguarda lo spostamento dell’attuale terapia intensiva neonatale al primo piano, dove si trovava la vecchia riabilitazione, per recuperare un’ala con 25 posti di degenza medica. Ma il progetto costa 3 milioni e 800 mila euro. Il nuovo polo oncoematologico, poi, porterebbe via un piano e mezzo. Infine siamo in dirittura d'arrivo con la gara per il distretto sanitario di Pescara sud, stiamo aprendo le buste in questi giorni. Se non ci saranno problemi, a ottobre novembre potremmo aprire il cantiere». (y.g.)

