Mancini ricostruisce la storia della famiglia

15 Marzo 2018

Tutto comincia da un atto di matrimonio datato 1906: erano Giuseppe e Carmela, i bisnonni di Mike

PESCARA. «Nel 2016 resi pubblica questa mia ricerca, arricchita da un prezioso documento storico, su Michael Richard Pompeo, o semplicemente Mike, il politico nominato segretario di Stato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con origini abruzzesi. Sua nonna, Fay, era nata da Giuseppe Brandolino e Carmela Sanelli entrambi di Caramanico».
Così racconta Geremia Mancini, che all’impegno per il sindacato ha sempre affiancato la passione per le storie di emigrazione di grandi abruzzesi. Il documento scoperto Mancini, e che il Centro pubblica, è un atto di matrimonio di 112 anni fa, da cui partono le radici abruzzesi del braccio destro di Trump. «Giuseppe Brandolino nacque a Caramanico (1878) da Liborio e Anna Felice Carestia. Anche Carmela Sanelli era Caramanico (1886) dove nacque da Camillo e Felicia Carestia. I due si sposarono il 20 dicembre del 1906. L’anno successivo decisero di emigrare per gli Stati Uniti», racconta Mancini. «Giunsero ad “Ellis Island”, nel 1907, dopo aver attraversato l’oceano sulla nave Germania (erano tra i 1.400 passeggeri di terza classe). Quindi si spostarono a Dawson (Colfax) nel New Mexico, una zona mineraria, dove la coppia diede alla luce 9 figli.Tra questi Fay, nata il 4 agosto del 1910, che sposerà Harry Pompeo: i nonni paterni di Mike Pompeo». Fay ed Harry infatti erano i genitori di Wayne Richerd, padre del futuro segretario di Stato, Michael Richard Pompeo, nato ad Orange, il 30 dicembre 1963, laureato in legge ad Harvard, quindi avvocato e imprenditore nel settore aerospaziale fin quando non entra in politica con il Partito Repubblicano. Nel 2010, si candidò alla Camera dei Rappresentanti per il seggio lasciato dal compagno di partito Todd Tiahrt e viene eletto deputato. Ideologicamente, Pompeo, è considerato un repubblicano conservatore ed è appoggiato dal Tea Party. Il 18 novembre 2016 viene proposto dal neo presidente Donald Trump come capo della Cia, che ha guidato fino a tre giorni fa. «Ora, questo figlio d’Abruzzo, è uno dei potenti del mondo», conclude Mancini, autore di questa ricerca.