Manifestazione con 30 carrozzine

Domani corteo da piazza Salotto al Comune con l’associazione dei disabili
PESCARA. Trenta carrozzine in marcia da piazza Salotto al Comune per mostrare ai politici che cosa vuol dire muoversi in pieno centro tra ostacoli, scivoli troppo ripidi e barriere architettoniche. L’iniziativa di sensibilizzazione, organizzata dalle commissioni consiliari Politiche sociali e Grandi infrastrutture su proposta dell’associazione Carrozzine determinate, si svolgerà domani dalle 9,30 alle 11,30.
«Pescara sarà letteralmente invasa», garantisce Claudio Ferrante, presidente dell’associazione che si batte in difesa dei diritti dei disabili, «dobbiamo risolvere il problema della mobilità alla radice, perché non è possibile che chi si muove su una sedia a rotelle debba sentirsi ogni giorno agli arresti domiciliari. Questo è un problema che riguarda tutti: la questione fondamentale non è solo l’abbattimento delle barriere architettoniche, ma anche evitare che vengano costruite in futuro».
Negli ultimi mesi, l’associazione Carrozzine determinate è stata ascoltata più volte nel corso di incontri e commissioni consiliari. Inoltre la giunta di centrosinistra, prima di Natale, ha approvato una delibera che prevede l’istituzione di un tavolo sulla disabilità e la descrizione delle linee di indirizzo per l’avvio del percorso di realizzazione del Peba, il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
Una disposizione che pone Pescara come ente capofila in Abruzzo. L’obiettivo a lungo termine è quello di una città senza più ostacoli per le carrozzine.
Come confermano Francesco Pagnanelli e Antonio Natarelli, presidenti delle commissioni Grandi infrastrutture e Politiche sociali, il prossimo passo è la convocazione di un consiglio comunale straordinario aperto a tutte le associazioni del territorio.
«Una cosa è certa», dice Pagnanelli, «per il futuro Pescara non avrà più barriere architettoniche, perché ciò che si costruirà applicherà normative e accessibilità. Quanto al passato, bisognerà trovare risorse che consentano di rimuoverle». (y.g.)
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