Manifestazione non autorizzata: arrivano le prime sette denunce

27 Luglio 2021

Hanno tra i 22 e i 74 anni, tra loro figurano anche un medico radiato dall’Albo e un vigile del fuoco  Segnalato anche un avvocato: durante la protesta, avrebbe tirato il calcio al banchetto di Forza Italia

PESCARA. Ci sono i primi nomi di coloro che hanno avuto un ruolo di primo piano nella manifestazione non autorizzata contro il Green pass di sabato scorso, e culminata con un’aggressione al banchetto di Forza Italia dove si stavano raccogliendo le firme per i referendum sulla riforma della giustizia.
Nel giro di neppure 48 ore, i poliziotti della Digos, diretti da Irene Vizioli, hanno identificato otto persone, tra organizzatori e persone che hanno preso la parola, depositando una primissima informativa alla Procura della Repubblica. Tra di loro, un medico del teramano di 74 anni radiato dall’Albo, un vigile del fuoco e un avvocato di 61 anni del Foro di Napoli, di origine pugliese e con studio anche in Abruzzo. È stato proprio quest’ultimo, stando agli investigatori, che hanno esaminato i numerosi filmati girati nel corso del pomeriggio, a tirare il calcio al banchetto di Forza Italia. Il professionista al momento è stato soltanto segnalato. Spetterà agli esponenti del partito decidere se sporgere querela. L’avvocato, a parte «il gesto di stizza», non avrebbe avuto un ruolo preponderante. Ha già partecipato comunque ad altre iniziative, in quei casi però autorizzate. Gli altri sette, tra i 74 e i 22 anni, gran parte dei quali pescaresi, sono stati denunciati per la violazione dell’articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps) riguardante il mancato preavviso e la partecipazione a manifestazioni non autorizzate. Per loro, sono già pronte le sanzioni da 400 euro per non aver rispettato le norme anti Covid (distanziamento e mancato uso delle mascherine) che alcuni non avevano proprio. Tra loro figurano persone che hanno preso parte già a iniziative del genere, alcune hanno precedenti di polizia e Daspo.
«Questa», ha sottolineato ieri il questore Luigi Liguori in conferenza stampa con la dirigente della Digos, Vizioli, e al commissario Domenico Pantalone, «è solo la prima tranche. Stiamo continuando ad indagare e a identificare le anime dell’iniziativa. Possiamo dire, in ogni modo, che si è trattato di una manifestazione disomogenea. C’erano appartenenti a realtà organizzate o a pseudo gruppi, e poi liberi cittadini che hanno pian piano aderito, e presenze da fuori provincia e da fuori regione su cui stiamo svolgendo accertamenti. L’attenzione», ha fatto presente il questore, «è massima. Staremo e siamo attenti a monitorare tutto quello che accade, come d’altra parte avevamo già fatto prima dell’evento di sabato. E per questo eravamo preparati. Di sicuro la piazza di Pescara non può diventare un porto libero in cui diffondere il virus. Ci auguriamo che gli assembramenti visti non abbiamo ripercussioni a livello sanitario». Oggi e domani a Roma sono in programma altre iniziative di protesta contro la politica sanitaria del governo. Iniziative che, stando ai social, potrebbero riguardare Pescara il prossimo sabato. «Ci troveranno attrezzati e preparati», sottolinea il questore.