Manifestazioni vietate nelle piazze

Il divieto è in vigore da oggi al 30 giugno nei giorni festivi e prefestivi
PESCARA. Niente manifestazioni pubbliche nelle piazze del centro cittadino. È quanto disposto da un’ordinanza che il sindaco Carlo Masci ha firmato ieri. Da oggi e fino al 30 giugno, nei giorni festivi e prefestivi, dalle 15 alle 22, in piazza della Rinascita, piazza Muzii e piazza Sacro Cuore non sarà possibile svolgere nessun genere di manifestazione pubblica.
Il provvedimento è un modo per evitare di alimentare eventuali assembramenti in zone nevralgiche per la socialità cittadina, soprattutto nelle prossime settimane in cui l’alleggerimento delle restrizioni, grazie al passaggio in zona gialla, porterà inevitabilmente maggiori flussi di persone. «Alcune aree centrali di Pescara quali piazza della Rinascita, piazza Muzii e piazza Sacro Cuore», si legge nell’atto, «costituiscono importante punto di incontro della cittadinanza. Nelle giornate festive e prefestive, in queste aree si verifica un notevole e incontrollato afflusso di persone, già di norma significativo, tale da creare il rischio di assembramenti. Anche per via di eventuali manifestazioni autorizzate, è possibile ritenere che si vengano a creare le condizioni tali da rendere seriamente pregiudicato il rispetto del distanziamento sociale e dei modelli comportamentali richiesti per il contrasto alla diffusione del virus». Da qui la decisione, stimolata anche durante la seduta del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, di vietare lo svolgimento di manifestazioni pubbliche di qualsiasi natura o finalità, in occasione di festivi e prefestivi. Il divieto da oggi quindi sarà valido, nella fascia pomeridiana e serale, entro il coprifuoco, oltre a tutti i weekend, anche venerdì 30 aprile, e ovviamente il primo maggio e poi ancora martedì primo e mercoledì 2 giugno. Il divieto, si spiega ancora nell'atto si propone di «contemperare le esigenze di fruibilità, spostamento e frequentazione con la salvaguardia della salute pubblica, garantendo il divieto di assembramento e il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro nei luoghi pubblici». La violazione fa scattare una sanzione pecuniaria che varia dai 400 ai mille euro. (m.pa.)

