Manifesti funebri strappati: impresa presenta una denuncia

PESCARA. Prima i manifesti funebri strappati dagli impianti per le affissioni. Poi la rimozione dei nomi dei defunti dalle bare, dentro al cimitero. Aldo De Vincentiis, dell’impresa funebre San Pio,...
PESCARA. Prima i manifesti funebri strappati dagli impianti per le affissioni. Poi la rimozione dei nomi dei defunti dalle bare, dentro al cimitero. Aldo De Vincentiis, dell’impresa funebre San Pio, non ne può più dei danni che continua a subire da qualche tempo a questa parte. Ecco perché si è rivolto ai carabinieri della stazione di Pescara colli per sporgere denuncia contro ignoti. E ha affidato il suo sfogo a Facebook, per raccontare ai suoi amici, veri e virtuali, gli episodi di cui è vittima.
De Vincentiis ha spiegato agli uomini dell’Arma che già in passato qualcuno si è divertito a strappare o a rendere inservibili i manifesti affissi nelle bacheche di pubbliche affissioni. Un fatto «increscioso e insopportabile», come lo definisce lui stesso, che di recente si è ripetuto nella zona dei Colli. Nei giorni scorsi, durante la notte, qualcuno si è divertito a rimuovere i manifesti di una defunta e quelli relativi a due trigesimi, dice. Per De Vincentiis non ci sono dubbi sul fatto che ci sia qualcuno che si diverte a rimuovere i manifesti per «danneggiare e denigrare» la sua impresa. Ma questi episodi, assolutamente di cattivo gusto, hanno conseguenze spiacevoli non solo per l’attività ma anche per i clienti, cioè i familiari dei defunti. Per evitare «mortificazioni» l’impresa è costretta ad attivarsi per «ripristinare» i manifesti che spariscono all’improvviso.
Ma non è finita. Qualcuno, e non è detto che non si tratti della stessa persona, domenica pomeriggio ha raggiunto il cimitero, è entrato nella camera mortuaria e ha rimosso dalle casse i nomi dei defunti in attesa di sepoltura. Un altro gesto che De Vincentiis non può e non vuole mandare giù.
La sua speranza è che si arrivi ad identificare l’autore o forse gli autori di questi assalti assurdi e insensati, considerato che l’impresa - come tutte le altre di questo settore - lavora in un campo delicatissimo in cui si rischia di ferire le famiglie dei defunti in un momento di grande dolore.
La vittima di questi inspiegabili raid confida nel lavoro dei carabinieri e, soprattutto, si augura che le telecamere vicine agli impianti di affissione abbiamo ripreso il vandalo di turno mentre si preoccupava di rimuovere i manifesti con il logo dell’impresa San Pio. E spera anche che si riesca a risalire a chi è entrato domenica pomeriggio nella camera mortuaria del cimitero, trattandosi di una zona del camposanto che non è aperta a tutti. Non è la prima volta, tra l’altro, che De Vincentiis segnala episodi di questo genere.
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