Manoppello piange Bianchi Era alla guida del comitato contro la linea ferroviaria

Medico in pensione, ha lavorato al pronto soccorso di Pescara. Aveva 66 anni Il cordoglio del sindaco De Luca: «Continueremo la battaglia nel nome di Antonio»
MANOPPELLO. Si è battuto contro il raddoppio ferroviario con tutte le sue forze. Aveva organizzato manifestazioni di protesta, raccolto firme (cinquemila), inviato esposti alla magistratura per allontanare le ruspe dalle abitazioni lungo la linea Pescara-Roma, nel tratto di Manoppello scalo.
Ma Antonio Bianchi, 66 anni, medico in pensione e presidente del comitato cittadino Comferr (Comitato intercomunale per la linea ferroviaria Pescara - Roma) non ce l’ha fatta a portare a termine la sua battaglia. È morto a causa di complicanze legate alla patologia di cui era affetto, nella notte tra domenica e lunedì. Da alcuni giorni era ricoverato in Rianimazione, all’ospedale di Pescara, dove per anni aveva lavorato al pronto soccorso durante la gestione del primario Alberto Albani.
Lascia la moglie Maria Grazia, di origine salentina, i figli Alessandro, dipendente ospedaliero e Marco, studente di Ingegneria biomedica e la suocera Vincenza. La camera ardente è stata allestita nella sua abitazione di via Tiburtina, allo Scalo. La cerimonia funebre, officiata da don Bartolo Turacchio, si è svolta ieri alle 16 nella chiesa di San Pancrazio. La salma riposa nella cappella di famiglia a Manoppello. La sua scomparsa lascia sgomenti e attoniti coloro che lo hanno conosciuto, amici e attivisti di Comferr, che lo descrivono come «una persona perbene, un gran signore, una figura autorevole che è sempre riuscita a far comprendere il suo pensiero con compostezza ed eleganza». Su un manifesto hanno vergato il loro addio: «Ciao Antonio, nostro amato presidente. Da lassù ti hanno voluto prima di noi perché sei più saggio e profondo di noi. Ora la tua luce risplende tra le stelle del cielo. Illuminaci ancora in questa strada tortuosa e porta buon senso a chi non ne ha. Costernati, siamo vicini alla famiglia».
Il cordoglio del sindaco di Manoppello, Giorgio De Luca:
«Continueremo la nostra battaglia di ragionevolezza contro il raddoppio ferroviario anche nel nome di Antonio Bianchi, venuto a mancare improvvisamente. Nel ricordo di un uomo e medico generoso che ha sempre esercitato con garbo ed intelligenza la sua passione civile mettendosi al servizio della comunità».
Sulla stessa linea di pensiero, Hermo D'Astolfo, del comitato intercomunale Comferr: «Le nostre battaglie future saranno dedicate ad Antonio, uomo di grande compostezza e convinzione».
Bianchi era nato a Manoppello, ma all’età di tre anni si era trasferito a Rimini con la famiglia (papà Ernani, ispettore del trasporto pubblico e mamma Iolanda Breda, casalinga), dove sono rimasti per 40 anni.
Bianchi, specializzato in Geriatria, dopo la laurea in Medicina a Bologna ha prestato servizio al pronto soccorso di Rimini, prima del trasferimento a Pescara.
La commozione del cugino Franco Breda: «La sua scomparsa lascia un solco di dolore profondo, eravamo come fratelli, viaggi e feste insieme con le nostre rispettive famiglie. A gennaio, a due giorni di distanza, lui aveva perso la madre 94enne e io mio padre, ci accomunava anche questo grande dolore. Antonio amava visitare luoghi e leggeva tantissimo. Era una figura autorevole, un uomo appassionato, un gran signore. Ci mancherà tantissimo».
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