Manoppello, saranno otto i profughi accolti a Colle Sant’Andrea

MANOPPELLO. Non saranno 24 nordafricani, ma solo otto persone di due famiglie, una ucraina di 5 e una ghanese, madre, padre e una bimba di pochi mesi. È la soluzione adottata per risolvere il caso...
MANOPPELLO. Non saranno 24 nordafricani, ma solo otto persone di due famiglie, una ucraina di 5 e una ghanese, madre, padre e una bimba di pochi mesi. È la soluzione adottata per risolvere il caso dell'accoglienza profughi nella struttura di Colle Sant'Andrea di proprietà di Mryriam Moffa, dopo le polemiche sulla trasparenza e la legalità dell'operazione.
I manoppellesi hanno raccolto 800 firme, con l'appoggio della vice sindaco Melania Palmisano e del capogruppo di maggioranza, Lucio Di Bartolomeo, per chiedere al sindaco Giorgio De Luca di verificare se il centro ospitante fosse in regola con la certificazione di agibilità e se l’ arrivo dei profughi potesse avvenire in piena sicurezza. I due amministratori, con il capogruppo di Forza Italia in Regione, Lorenzo Sospiri, si dolgono invece di essere stati accusati di razzismo, in quanto contrari per principio all'arrivo di extracomunitari «che comunque non scappavano da territori di guerra» spiegano in una nota «ma perché soggetti alla povertà». I tre politici ringraziano il prefetto di Pescara, Francesco Provolo, per essere stato sensibile a cercare soluzioni praticabili. «Di queste famiglie» proseguono «conosciamo tutto. Questa è una situazione assolutamente gestibile e controllabile» affermano Palmisano, Di Bartolomeo e Sospiri «di accoglienza vera e non un business consumato sul dramma umano che si nasconde dietro tali operazioni e che in Abruzzo muove oltre 2milioni di euro per assistere tremila presunti profughi provenienti da ogni parte. Continueremo a tenere alta l'attenzione, specie in vista delle ultime novità annunciate dal governo circa l'ospitalità forzosa ai profughi, novità che non mette al riparo alcuna città, ma sulla quale noi vigileremo per garantire trasparenza e rispetto delle regole». (w.te.)
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