Manthoné, pulizia affidata alle associazioni sportive

10 Dicembre 2015

Attiva rimuove i rifiuti di fronte ai campetti con l’aiuto di due cittadini La preside Sanvitale rassicura le famiglie: la palestra è attrezzata e funzionante

PESCARA. Cercasi associazioni sportive che vogliano farsi carico della pulizia del campetto che gli studenti dell'Aterno-Manthoné, e quelli ospiti dell'alberghiero, non possono usare a causa del degrado e della sporcizia. Intanto gli operai di Attiva e i residenti, ieri pomeriggio, hanno ripulito la discarica di rifiuti giacente da mesi davanti ai cancelli della struttura sportiva.

All'indomani della denuncia sulla situazione di incuria in cui versa l'area polivalente, situata lungo un budello di strada senza nome che collega via Lago di Capestrano a via Lago d'Iseo, arriva la replica della preside dell'istituto tecnico, Antonella Sanvitale, la quale lancia un messaggio di rassicurazione alle famiglie che stanno decidendo le iscrizioni e chiarisce con forza che «in questa scuola si fa sport. Abbiamo una palestra attrezzata e funzionante per tutte le discipline sportive».

Uno dei fiori all'occhiello dell'istituto tecnico per geometri, infatti, è proprio il corso di formazione di tecnico dello sport per la preparazione atletica dei futuri arbitri, cronometristi, allenatori e preparatori. E la preside tiene a sottolineare che «la palestra è aperta, funzionante e a disposizione degli studenti».

Chiarito questo passaggio, l'oggetto della denuncia del Centro di ieri non era la palestra della scuola, ma il campetto sportivo, che si trova nel retro dell'istituto, lungo questa piccola strada parallela alla Tiburtina, invaso dalle erbacce e trasformato in un pollaio a cielo aperto con una decina di galline che fanno avanti e indietro tra la vegetazione di sterpaglie e la stia costruita da ignoti, mettendo insieme assi di cartone e scheletri di sedie di legno, in un angolo della struttura cementata.

Ieri pomeriggio, intorno alle sedici, gli operai di Attiva, l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti in città, hanno rimosso completamente il mucchio di immondizia che cresceva nei pressi dai cancelli e composto da sdraio di plastica, porte di legno, bottiglie, contenitori vari e arbusti secchi, trascinati via con l'ausilio di un mezzo meccanico a ragno. Degli interventi di pulizia si sono fatti carico anche alcuni residenti di via Lago di Capestrano.

Vincenzo Di Lago e Graziano D'Autorio hanno indossato abiti comodi, impugnato sega e ramazza e hanno decapitato soprattutto gli arbusti invadenti che poi sono stati raccolti dal camion di Attiva: «Non potevamo restare a guardare», hanno dichiarato i due cittadini del rione, «questi rifiuti crescono di giorno in giorno e il campetto è chiuso da almeno sei mesi».

La preside del Manthoné si dice favorevole «all'accoglimento di richieste da parte di associazioni sportive che vogliano prendersi cura della pulizia del campo sportivo ed eventualmente della fruizione dello stesso».

Una decisione conseguente agli annunci della Provincia, lanciati nei giorni scorsi, sulla difficoltà di reperimento di fondi per la manutenzione ordinaria e straordinaria a causa dei tagli della finanziaria. L'istituzione Provincia, responsabile dell'edilizia scolastica di diciotto scuole tra cui l'Aterno-Manthoné, ha fatto sapere che non ci sono finanziamenti per la sistemazione del campetto che ricopre una superficie di tremila metri quadrati e che potrebbe ospitare una serie di discipline sportive quali la pallavolo, la pallamano, il calcetto e le piste di atletica.

Dunque, bisogna trovare strade alternative, come l'organizzazione di una task force composta da volontari delle associazioni sportive, come suggerito dalla preside della scuola Sanvitale che tiene a cuore il progetto del salvataggio e il rilancio della struttura sportiva.

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