Maragno alla resa dei conti in sette gli voltano le spalle

Montesilvano, la maggioranza del sindaco perde pezzi e rischia in Consiglio Obiettivo, l’azzeramento della giunta. Lo scontro dopo le elezioni in Provincia
MONTESILVANO. Inizio d’anno amaro per il sindaco Francesco Maragno, sempre più solo nella sua ormai debolissima maggioranza. Dopo l’antipasto servito durante l’ultimo Consiglio con gran parte delle delibere di giunta respinte dalla maggioranza, spunta un documento che lo mette spalle al muro e che lascia intravedere, appena dopo le votazioni di domenica per il consiglio provinciale a cui è candidato, una definitiva prova di forza dei suoi ormai ex sostenitori. I firmatari sono Lorenzo Silli e Alessandro Pompei per Montesilvano in Comune, Manola Musa e Anthony Aliano per Rievoluzione, Stefano Di Blasio e Claudio Daventura per Forza Italia e Valentina Di Felice per Ncd-Udc che da soli rappresentano la metà della maggioranza di Maragno, composta complessivamente da 15 consiglieri compreso il primo cittadino. Insieme, e in attesa che all’elenco degli scontenti si aggiungano le adesioni di altri due rappresentanti dell’Ncd oltre a quella già annunciata , di Enea D’Alonzo, i “ribelli” rivendicano «le attenzioni che troppo spesso sono state disattese per mancanza di lungimiranza, professionalità e dedizione». Con toni pacati ma netti, i sette rimproverano al sindaco di aver dimenticato i temi chiave della città, vale a dire sicurezza locale, nuovo piano regolatore, rilancio del commercio e dell’occupazione, riduzione delle imposte locali e rilancio della vocazione turistica e annunciano anche: «Quesi saranno i nostri obiettivi condivisi sino alla fine di questa consiliatura di cui il sindaco Maragno deve prendere atto».
In sostanza, l’obiettivo dei sette e degli altri tre sostenitori che dovrebbero aggiungersi è arrivare all’azzeramento della giunta. Per ripartire con nuova linfa e, soprattutto, con nomi nuovi nei posti chiave per governare la città. Ma non è un caso se la prova di forza dei sette arriva proprio adesso. Gli scontenti sembrerebbero aver annusato il momento di particolare debolezza del sindaco che, candidandosi al consiglio provinciale avrebbe infastidito non poco il sottosegretario Ncd Federica Chiavaroli, da sempre sostenitrice e vicina a Maragno. Il quale cedendo alle lusinghe di Forza Italia, che lo ha voluto candidato in Provincia, è andato a calpestare i piedi al candidato scelto invece dalla Chiavaroli, vale a dire il sindaco di Penne Mario Semproni. Sarebbe questa mossa, non condivisa e non concertata neanche con la sua maggioranza, ad aver ulteriormente indebolito la posizione di Maragno. Tanto da indurre, ma al momento sono solo indiscrezioni, anche altri due consiglieri dell’Ncd, Barbara Di Giovanni e Danilo Palumbo a prendere le distanze dal suo operato.
È questo il clima con cui il sindaco si avvicina alle elezioni per il consiglio provinciale di domenica ma, soprattutto alla settimana successiva quando, con ogni probabilità, potrebbe ritrovarsi in Consiglio senza più i numeri per governare. «I cittadini si aspettano da noi soluzioni concrete che possono trovare attuazione solo attraverso un consiglio comunale unito, volto a garantire il bene comune» scrivono in politichese i sette. Pronti, in concreto, a ottenere da sindaco una rivoluzione di poltrone e deleghe «per far ripartire la macchina amministrativa».
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