Maragno: chiudo i centri per i migranti

18 Dicembre 2016

Dopo le proteste di residenti e consiglieri, il sindaco annuncia: stop all’uso degli alberghi, ne ospiteremo 135 in altri edifici

MONTESILVANO. Dopo le proteste di residenti e le polemiche dei consiglieri comunali, il sindaco Francesco Maragno annuncia la chiusura dei centri di accoglienza per i migranti a Montesilvano. La giunta ha approvato una delibera che prevede una diversa tipologia di accoglienza rispetto a quella attualmente messa in campo, che dovrebbe portare a dimezzare il numero di richiedenti asilo ospitati in città. Attraverso tale provvedimento, infatti, gli immigrati non potranno superare le 135 unità, mentre ad oggi sono oltre 300 gli ospiti accolti nei due Centri di accoglienza straordinaria (Cas) ricavati all’interno degli hotel Ariminum ed Excelsior. L’obiettivo dell’amministrazione è proprio quello di eliminare da Montesilvano i Cas per lasciare spazio alla nascita di centri di seconda accoglienza (Sprar). «Vogliamo ridurre al minimo la presenza di profughi sul territorio di Montesilvano, ripristinando la sicurezza dei nostri concittadini e tutelando l’immagine turistica della città», dice Maragno. «Nel corso dell’ultima seduta di giunta abbiamo deliberato l’adesione al Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Aderire al sistema dello Sprar, ossia la rete di centri di seconda accoglienza, ci permetterà di chiudere i centri di prima accoglienza, e ridurre quindi significativamente il numero dei profughi sul nostro territorio, portandolo a un massimo di 135 persone, ossia meno della metà delle attuali presenze accolte nei due centri. A ciò si aggiunge che lo Sprar rappresenta un modello di accoglienza diffuso su tutto il territorio comunale, dunque molto più adatto alle esigenze della città, evitando quelle pericolose concentrazioni che ad oggi spesso rendono molto difficile il percorso di integrazione dei profughi, oltre a dare luogo a problemi legati alla sicurezza».

Il Comune e l’Azienda speciale, in qualità di capofila, presenteranno ora una proposta per il triennio 2017/2019, in sinergia con realtà del terzo settore, con la speranza che venga finanziata attraverso il Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Il Comune emanerà inoltre avvisi pubblici per individuare gli immobili e i partner progettuali. Lo Sprar sostituirebbe quindi gli attuali centri di prima accoglienza che per legge non possono essere allestiti sullo stesso territorio. «Le sedi», prosegue Maragno, «non potranno essere strutture alberghiere della città o immobili in zone particolarmente turistiche e commerciali, al fine di tutelare i principali settori di sviluppo della nostra Montesilvano. Verranno inoltre privilegiati immobili confiscati alla criminalità organizzata e assegnati al nostro ente».

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