«Maragno come Pinocchio su tagli e disoccupazione»

2 Dicembre 2014

Maxi affissione firmata dai gruppi di minoranza contro le scelte amministrative. Il primo cittadino replica: dimostrerò, dati alla mano, che sono accuse false

MONTESILVANO. Manifesti 6x3 che ritraggono il sindaco in versione Pinocchio. È l’ultima trovata delle forze di centrosinistra (Pd, Montesilvano Democratica, Abruzzo Civico e Scegli Montesilvano) per attaccare Francesco Maragno, che è al centro delle contestazioni per «aver aumentato i debiti dell’ente di 3 milioni di euro, causa la rinegoziazione dei mutui; di aver speso 750mila euro in più con la nomina di due nuovi assessori e un dirigente, e di aver stanziato solo 20 mila euro per i disoccupati».

«Le bugie hanno il governo corto», è scritto sull’affissione comparsa ieri mattina in città ma che non sembra aver turbato più di tanto il diretto interessato. «Se devo essere sincero», commenta il sindaco, «mi sono fatto una grandissima risata. Sono contento che sia uscito questo manifesto, perché ci dà la possibilità di compiere quella che io chiamo operazione verità. Nei prossimi giorni, appena rientrerà il dirigente dell’ufficio economico-finanziario (Pietro Ventrella, ndc), che ricordo essere stato nominato dal sindaco Attilio Di Mattia, convocheremo una conferenza per dimostrare,dati alla mano, la falsità di queste accuse».

Il sindaco ricorda, intanto, di aver già tagliato diversi costi, compresi quelli per lo staff «che è composto da molte meno persone rispetto a quello di Di Mattia, che aveva anche un capo di gabinetto da 100 mila euro l’anno», sottolinea. «È un dato di fatto, poi, che l’amministrazione di centrosinistra, che oggi ci accusa, ci ha lasciato con 65 milioni di debiti, tutti certificati dai revisori di conti, e fuori dal Patto di stabilità, al 30 giugno, per oltre 11 milioni di euro. Questi sono dati di fatto che dimostreremo dando la possibilità, ai cittadini che lo vorranno, di verificare di persona la situazione economico-contabile dell’ente».

Nel rispedire le accuse al mittente, Maragno evidenzia un altro aspetto: «Il problema è che questa città è sempre stata restia al cambiamento, e lo sta confermando. Qualcuno vorrebbe restaurare vecchi metodi e vecchie posizioni. Basti pensare che l’opposizione ha votato contro la messa in liquidazione della Palacongressi spa, che è risaputo essere il più grande carrozzone d’Abruzzo. Questo», prosegue, «dimostra che lavoriamo per il cambiamento e il risanamento e che, al contrario, la minoranza vorrebbe restaurare quella politica che ha portato Montesilvano al disastro economico-finanziario e sociale che è sotto gli occhi di tutti».

In merito agli attacchi personali contenuti nel manifesto, in cui si accusa il sindaco di aver rinnegato famiglia e divisa (essendo il promo cittadino un finanziere), Maragno conclude: «L’attacco non m’infastidisce minimamente perché è evidente che quando non si hanno argomenti politici per contrastare l’avversario di turno, si fanno insinuazioni o accuse personali che lascio commentare ai cittadini».

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