Maragno: così limitiamo la prostituzione nelle case

Montesilvano, la giunta lancia un’intesa con gli amministratori dei condomini e tenta di combattere il fenomeno crescente delle “squillo” a domicilio
MONTESILVANO. La giunta comunale punta alla collaborazione con gli amministratori di condominio per porre un argine al crescente fenomeno della prostituzione praticata tra le mura domestiche e non sulla strada. Nell’ambito delle attività volte a contrastare l’aumento delle “squillo”, che da sempre rappresenta una vera e propria piaga per Montesilvano, l’amministrazione ha lanciato l’idea di un’intesa da proporre all’Anaci, l’associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari.
Obiettivo del documento: mettere in atto una serie di iniziative per scoraggiare la prostituzione nelle case. «L’attività di prostituzione, oltre che lungo le strade comunali», commenta il sindaco Maragno, «viene esercitata anche in appartamento. Per questo abbiamo ritenuto necessario avviare un confronto con gli amministratori di condominio, che potranno ora lavorare insieme a noi per studiare e promuovere le iniziative più adatte a combattere questo fenomeno.
È dal confronto con chi vive quotidianamente le singole realtà condominiali, quindi, che la giunta municipale si aspetta di poter trovare soluzioni più efficaci per scoraggiare l’attività delle prostitute e il continuo via vai dei clienti, che creano spesso disagi anche agli altri inquilini dei palazzi. «L’idea del protocollo», prosegue il sindaco, «è quella di incentivare campagne di informazione e sensibilizzazione tra i residenti che riguardano proprio il fenomeno prostitutivo, per fare chiarezza sui problemi in termini di ordine pubblico e di sicurezza urbana, e organizzamdo incontri con gli amministratori di condominio che operano in città, con l’obiettivo di sviluppare le proposte avanzate dall’amministrazione comunale».
Il protocollo d’intesa è una delle iniziative proposte contro la prostituzione. Il 3 dicembre scorso, la giunta Maragno ha disposto con un’ordinanza «il divieto assoluto su tutto il territorio comunale, per tutti i conducenti e occupanti di mezzi di trasporto che percorrono strade in prossimità di abitazioni, luoghi pubblici o demaniali o aperti al pubblico, di contrattare, concordare o anche solo chiedere informazioni a persone dedite all’offerta di prestazioni sessuali o in atteggiamenti che ne manifestino l’intenzione».
Tra i progetti promossi dalla stessa amministrazione, l’avvio di una collaborazione con l’associazione comunità Papa Giovanni XXIII, ideata da don Benzi, che punta a fare emergere il fenomeno e di riabilitare le vittime della tratta attraverso l'utilizzo di unità di strada composte da operatori sociali, psicologi e sacerdoti. (a.l.)
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