Maragno: il voto non si discute ma serve un piano più ampio

MONTESILVANO. «La volontà popolare va rispettata», dice il sindaco di centrodestra Montesilvano Francesco Maragno, «e soprattutto quando la sua espressione è netta come nel caso del referendum sulla...
MONTESILVANO. «La volontà popolare va rispettata», dice il sindaco di centrodestra Montesilvano Francesco Maragno, «e soprattutto quando la sua espressione è netta come nel caso del referendum sulla Nuova Pescara, per il quale il 64 per cento degli elettori di Pescara, Montesilvano e Spoltore si è espresso favorevolmente. Ritengo, tuttavia, che una fusione a freddo come quella prospettata, possa portare meno benefici di quelli previsti. Ho sempre espresso le mie perplessità sulla nascita di un Comune unico. Dubbi legati all’incertezza nell’organizzazione dei servizi primari forniti, con equità di trattamento tra le territorialità unificate, nella ridistribuzione delle risorse e nella conservazione delle identità. Soprattutto di quelle di Montesilvano e Spoltore che verrebbero considerati luoghi subalterni a Pescara. Le radici sono il bene più prezioso per una comunità e vanno tutelate quotidianamente. A ciò si aggiunge un altro fattore determinante: la Nuova Pescara non raggiungerebbe i 250 mila abitanti, ossia il tetto limite necessario a dare vita alle aree metropolitane, che invece consentirebbe di ottenere maggiori trasferimenti di risorse finanziarie dallo Stato. Per realizzare la Nuova Pescara serve una progettazione politica unica. Sarebbe opportuno, dunque, avviare di concerto con Pescara, Spoltore, ma anche con Città Sant’Angelo e Francavilla, già parte integrante dell’area metropolitana, un piano intercomunale fondato sulla condivisione e l’erogazione di servizi qualitativamente elevati».

