Maragno: «La mia giunta lavora solo per la città»

Intervista al sindaco che rispedisce al mittente le accuse di Manola Musa E sulle modalità: «Avrei voluto consegnargliela di persona, ma è sempre assente»
MONTESILVANO. «Musa? È l’assessore più assente alle sedute dell’esecutivo e non la vedevo dai primi del mese di aprile. Avrei voluto consegnarle il provvedimento personalmente, ma alla fine ho preferito non attendere oltre e inviarle la comunicazione tramite whatsapp».
Il sindaco di Montesilvano Francesco Maragno si prepara a sostituire l’esponente di #montesilvano2019 ed ex candidata a sindaco di Forza Italia Manola Musa, il cui incarico è stato revocato sabato scorso tramite la chat del gruppo giunta. La decisione è stata maturata subito dopo l’approvazione del bilancio, quando Maragno ha trovato una breccia nel gruppo guidato da Anthony Aliano e ha raccolto due voti a suo favore dai dissidenti. Una situazione anomala, quella di Manola Musa, che nell’intervista pubblicata sul Centro di ieri non ha negato di essere stata la «spina nel fianco» della giunta Maragno, affermando anche di non poter condividere le scelte fatte su immigrazione e Pp1, puntando il dito contro il sindaco reo di essersi allontanato dalle politiche del centrodestra. Accusa che Maragno respinge al mittente «con i fatti e con i documenti».
Sindaco, la scelta di revocare l’assessorato alla signora Musa con un whatsapp ha fatto non poco scalpore in città. Il suo scopo era proprio questo?
«Avrei voluto consegnarle il provvedimento personalmente, ma la signora Musa non ha dato occasione, dal momento che è stata presente solo una volta, risalente ai primi di aprile, nelle ultime otto riunioni di giunta. D’altra parte Manola Musa è risultata, in assoluto, l’assessore più assente alle sedute dell’esecutivo».
Le accuse principali mosse dalla Musa riguardano gli ultimi provvedimenti su immigrazione e Pp1, atti lontani dalle politiche del centrodestra. Cosa risponde?
«Non comprendo tali attacchi. La progettualità Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), quella da lei tanto criticata, ma che evidentemente ha permesso al nostro Comune di gestire in maniera diretta i flussi dei migranti, è stata introdotta nella legge Bossi-Fini del governo Berlusconi. A ciò aggiungo che lo Sprar è stato lo strumento che, per mezzo della clausola di salvaguardia, ha portato alla chiusura dei Cas, i Centri di accoglienza straordinaria, che invece sono stati introdotti dal governo Renzi. Il passaggio dai Cas allo Sprar ha consentito di ridurre il numero dei migranti presenti a Montesilvano da punte di 500 persone agli attuali 89. A questo punto, domando: chi, se non questa amministrazione, sta mettendo in atto azioni che seguono le politiche del centrodestra? È di tutta evidenza che chi oggi contrasta lo Sprar è invece a favore dei Cas, che tanto hanno danneggiato il nostro territorio. Ricordo che il nostro progetto Sprar è risultato il migliore a livello nazionale e ha incontrato il favore e l’apprezzamento dell’Anci. Per quanto riguarda invece il Pp1, il decreto Monti del 2011 introdusse una opportunità, ossia l’approvazione in giunta dei piani particolareggiati conformi al Piano regolatore vigente. Modifica recepita dalla Legge regionale e applicata nel nostro caso».
Con l’uscita dell’esponente di #montesilvano2019 non teme di perdere la maggioranza in consiglio?
«Assolutamente no, perché questa amministrazione sta compiendo scelte importanti e coraggiose, condivise dalla coalizione, che stanno rilanciando in maniera significativa Montesilvano. Abbiamo messo in atto un processo di ristrutturazione economica e finanziaria dell’Ente, che al nostro insediamento aveva una situazione debitoria preoccupante. Oggi i revisori di conti hanno ufficialmente sancito, all’interno del parere sul bilancio di previsione 2018-2020, il miglioramento della condizione finanziaria del Comune. Con lo sgombero di via Ariosto, abbiamo cancellato una vera centrale dello spaccio e della contraffazione che per oltre 20 anni, senza che nessuna amministrazione facesse nulla, ha trovato posto nella zona turistica della città, e che oggi è solo un vecchio e brutto ricordo. Questa è solo una delle azioni a tutela della legalità che abbiamo condotto e che si affianca alla quotidiana azione di contrasto a prostituzione o commercio abusivo».
Chi e come sceglierà l’assessore che sostituirà la Musa?
«La scelta del nuovo assessore sarà condivisa con tutta la coalizione. Ritengo necessario individuare un profilo idoneo alle necessità della collettività e del progetto di sviluppo che stiamo realizzando per Montesilvano. Sarà una persona con cui in sinergia lavoreremo per proseguire e arricchire le grandi e importanti iniziative che stiamo mettendo in atto dal nostro insediamento».
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