Maragno: maggioranza sporcata dalle lobby, non potevo restare

1 Ottobre 2014

Montesilvano: il sindaco di centrodestra motiva le sue dimissioni con gli stessi concetti che usò il predecessore di centrosinistra. La replica dei consiglieri chiamati in causa: faccia i nomi

«La pretesa di taluni consiglieri di maggioranza di legittimare una “cabina di regià” esterna alle cariche elettive, alle funzioni e ai ruoli dell'amministrazione comunale, bypassando la volontà degli elettori e sottoponendo gli organi comunali a un'intollerabile pressione lobbistica». È quanto scrive il sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno, in una lettera con cui spiega le motivazioni delle dimissioni, annunciate ieri e protocollate oggi in Comune; a ben vedere qualcosa di simile d ciò che denunciò il suo predecessore di centrosinistra nei giorni caldi che portarono alla sua impallinatura. Nella missiva, indirizzata al presidente del Consiglio comunale, ai consiglieri e al segretario generale, Maragno parla di pressione lobbistica che «andava ed è stata stroncata senza alcun tipo di esitazione, poichè personalmente, per propensione etica, culturale e professionale, non ho mai accettato nè potrò mai consentire alcuna forma di prevaricazione o intimidazione». Definendo le dimissioni come «un atto d'amore nei confronti della mia città», Maragno afferma che se la politica »vuole riappropriarsi del ruolo di garanzia del bene collettivo che le è proprio, deve avere la forza di collocare ai margini i gruppi di pressione, i prestanome e i portatori di interessi personali a tutti i livelli, allontanando chi della poltrona intenda fare un mestiere. E che il mio serio e disinteressato impegno in politica non fosse sinonimo di attaccamento alla poltrona - aggiunge - ritengo di averlo dimostrato, semmai ve ne fosse stato bisogno, ieri pomeriggio». La lettera del sindaco dimissionario si conclude con un augurio a tutti i montesilvanesi di «riuscire finalmente a esprimere una nuova classe politica capace di realizzare il sogno di avere una città dove il bene comune sia la priorità assoluta degli amministratori, tralasciando personalismi e interessi personali».
La replica dei consiglieri che si sono sentiti chiamati in causa non si è fatta attendere. «Invito pubblicamente Francesco Maragno a fare denuncia formale e a indicare i nomi di coloro i quali detengono la paternità della pressione lobbistica a cui è stato sottoposto». Lo afferma la consigliera comunale di Montesilvano Manola Musa (Forza Italia), uno dei cinque esponenti di Fi che ieri, in Consiglio comunale, hanno votato insieme all'opposizione per il rinvio della seduta sulla discussione del Bilancio. «È suo dovere civico e morale - aggiunge Musa - individuare con precisione tali personaggi al fine di non confonderli con coloro i quali si sono limitati a votare un rinvio di bilancio. La tempistica di questa grave denuncia, che si palesa in concomitanza dell'accaduto in Consiglio comunale, pone la cittadinanza nella confusione più totale, motivo per cui il sindaco dimissionario dovrà, per l'amore che ha manifestato per la sua città, dare chiara paternità alle accuse mosse contro 'talunì non meglio identificati». In una nota, i cinque consiglieri di Forza Italia che hanno votato con l'opposizione - oltre a Musa, Anthony Aliano, Claudio Daventura, Debora Comardi e Stefano Di Blasio - affermano: «Altro che poltrone, nessuno ha mai minacciato di non votare il bilancio. Al contrario di quanto supposto dal primo cittadino, che evoca ricatti, pressioni e pretese frutto della sua fervida fantasia - dicono -, il mero aggiornamento della seduta consiliare serviva solo a consentire, a noi e ai membri della minoranza, di apportare modifiche a un bilancio che conteneva inquietanti voci». «Il senso di responsabilità che domina le persone coscienziose e perbene come noi - proseguono -, non può consentire che la città venga posta nuovamente sotto commissariamento. Invitiamo il sindaco Maragno a ritornare sui suoi passi, evitando conseguenze delle quali risponderebbe personalmente alla città, atteso che il gruppo di Forza Italia sarà regolarmente presente tra i banchi del consiglio l'8 ottobre prossimo, per votare favorevolmente il bilancio debitamente revisionato».