Maragno: «Sono indagato per il canile»

7 Settembre 2017

Sospettato di abuso d’ufficio per l’autorizzazione sanitaria a meno di 300 metri dalle case. Gli animalisti lo difendono

MONTESILVANO. Da oltre un anno, il sindaco Francesco Maragno lo ha classificato come canile comunale dopo aver rilasciato un’autorizzazione sanitaria vagliata dalla Regione. Ora si ritrova indagato per abuso in atti d’ufficio. Parliamo qui del Dog village. Impianto “gioiello”, che grazie al grande e appassionato attivismo dei volontari garantisce da circa mezzo secolo la cura e l’assistenza degli amici a quattro zampe. Basti dire che il Dog village è l’unico canile comunale autorizzato in tutta la provincia di Pescara, e lo è anche come gattile. Insomma, una gestione da prendere come modello.
Cosa è accaduto? «Forse, a qualcuno non sta bene che questa struttura operi per il bene degli animali» sbotta la responsabile del Dog Village, Carmelita Bellini, che proprio non riesce a darsi pace per l’incidente giudiziario capitato al sindaco. Il fatto è che alla magistratura è arrivato un esposto in cui si contesta la vicinanza del canile alle case, interpretando una legge regionale, la numero 47 del dicembre 2013, che ha rimodulato da 500 a 300 metri la distanza minima degli impianti per la custodia degli animali. Vero è che il Dog village è nel centro di Montesilvano, accanto a Porto Allegro. « Ma non tutti sanno» attacca la Bellini, che difende a spada tratta l’operato di Maragno, «che questo canile è attivo in quel sito da cinquant’anni. E quando cominciò il lavoro dei volontari, in quel posto, non c’era che il canile e poco altro».
Ora che però, tutt’attorno, sono state costruite civili abitazioni e la città è cresciuta, forse, potrebbe esserci qualche problema, anche alla luce della recente normativa. «Non è così» spiega un altro volontario del Dog Village», Gabriele Bettoschi, che ha seguito personalmente la pratica per l’autorizzazione sanitaria vagliata dal sindaco, «la legge regionale prevede le nuove distanze di 300 metri solo per gli impianti di nuova costruzione, non per i canili esistenti. Del Resto», prosegue Bettoschi, «non si spiegherebbe perché la stessa regione abbia poi dato il nulla osta all’autorizzazione sanitaria del sindaco, che è stata certificata dalla Asl di Pescara».
Maragno, da parte sua, segue una linea, per così dire, “istituzionale”. È stato lui stesso a far sapere che risulta indagato per la vicenda del canile. «Ho appreso di essere indagato ai sensi dell'articolo 323 del codice penale» ha detto il sindaco, «per quanto attiene il rilascio dell'autorizzazione sanitaria del canile di Montesilvano. Sono sereno, perché ho sempre operato nel rispetto della legge e nell'interesse dell'ente. Per questo motivo, chiederò, attraverso il mio legale, di essere ascoltato quanto prima dal pm, per illustrare, chiarire la mia posizione e fornire la più ampia collaborazione per l’accertamento dei fatti». (f.c.)
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