Marcia per la pace con fiaccolata

Centinaia di ragazzi alla manifestazione per l’unità dei cristiani
PESCARA. “Cercate di essere veramente giusti”. È il versetto del Deuteronomio il tema dominante della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che, ogni anno, la Chiesa celebra dal 18 al 25 gennaio, da quando, nel 1908, padre Paul Wattson, fondatore dei Frati Francescani dell’Atonement propose la sette giorni ecumenica.
Anche a Pescara diverse iniziative stanno animando la settimana «che ci vede coinvolti», spiega monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, «in un clima ecumenico essenziale per noi e per le persone affidate alle nostre cure. La preghiera, la conoscenza della dottrina della Chiesa e la documentazione sui diversi aspetti dell’ortodossia e del protestantesimo sono fondamentali in un mondo che ci vede continuamente in relazione con i fratelli di diverse confessioni». Il programma pescarese prevede stamane, alle 11, la celebrazione nella chiesa Metodista di via Latina, domani la preghiera ecumenica con i fratelli senzatetto alla stazione centrale di Pescara, la conferenza “Il dono della Madre terra nella prospettiva biblica” mercoledì 23 gennaio all’Istituto Toniolo, e i vespri solenni nella chiesa ortodossa dei santissimi Anna e Simeone, in via Caduti per servizio venerdì 25 gennaio alle 18.30.
Ieri sera, si è svolta la XIV Marcia per la pace in piazza Salotto con centinaia di ragazzi. «La marcia», continua l’arcivescovo, «dà il la a tutta la settimana e consente di riflettere sul messaggio papale “La buona politica è al servizio della pace”. La pace, scrive il Papa nel suo messaggio citando il poeta Charles Péguy, è come un fiore fragile che cerca di sbocciare in mezzo alle pietre della violenza. Lo sappiamo: la ricerca del potere a ogni costo porta abusi e ingiustizie. La politica, allora, è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo, ma quando, da coloro che la esercitano, non è vissuta come servizio alla collettività umana, può diventare strumento di oppressione, emarginazione e distruzione».

