Marcinelle, la Val Pescara ricorda le vittime

9 Agosto 2018

A Manoppello e Lettomanoppello le toccanti celebrazioni a 62 anni dal disastro nella miniera del Bois du Cazier

MANOPPELLO . Ieri giornata del ricordo a Manoppello e Lettomanoppello dove con Turrivalignani si registrò il maggior numero di vittime nella sciagura del Bois du Cazier, a Charleroi in Belgio nella miniera di Marcinelle il 6 agosto 1956. Nei due centri della Val Pescara sono state tante le iniziative e le manifestazioni per celebrare il 62° anniversario di quel disastro che cambiò la vita di moltissime famiglie. Furono 262 i minatori che trovarono la morte in quella tragica circostanza, di cui 136 erano lavoratori immigrati italiani e 126 di nazionalità diverse e precisamente 96 belgi, 14 polacchi, 5 greci, 5 tedeschi, 3 ungheresi, 2 russi, un inglese. E fra i 136 minatori italiani 22 di Manoppello, 10 di Turrivalignani, 8 di Lettomanoppello, 1 di Alanno, 1 di Rosciano, 6 di Farindola, 1 di Elice. Il sindaco di Manoppello Giorgio De Luca con una delegazione comunale nei giorni precedenti si è recato in Belgio a Marcinelle per rappresentare tutti i centri abruzzesi che dettero il loro contributo di sangue a quella immane tragedia che sconvolse l'Europa. A Manoppello è stato il vice sindaco Lucio Di Bartolomeo con il presidente del Consiglio Davide Iezzi a presenziare la manifestazione della deposizione della corona di fiori al monumento ai caduti in piazza Marcinelle nel cuore del centro storico con la presenza di Line Manuvier, assessore del Comune di Charleroi, di Davide Castellucci, presidente dell’associazione "Marcinelle per non dimenticare" e di molti parenti e congiunti alle famiglie di quelle vittime.
A Lettomanoppello le onorificenze al monumento di Marcinelle, sono state condotte dal presidente dell’associazione Vittime del Bois du Cazier Nino Domenico Di Pietrantonio, con la partecipazione del sindaco Giuseppe Esposito e dei colleghi di Serramonacesca Franco Marinelli, di Pretoro Sabrina Simone e di Turrivalignani Gianni Placido, accompagnato dal suo vice Mario Ferrante che a Marcinelle perse due fratelli maggiori e che, recentemente, ha ricordato come aprendo una bara tornata da Marcinelle per trasferirla dopo anni di sepoltura in un'altra tomba ci si accorse che la cassa conteneva sabbia e non il corpo del fratello, che dunque non fu recuperato come del resto molti altri "musi neri" di Marcinelle, perché seppelliti a centinaia di metri di profondità sotto le macerie del pozzo che crollò nel disastro. E in questi giorni c'è stata occasione per ricordare le fasi della catastrofe: accadde per un incendio causato dalla combustione dell'olio ad alta pressione innescata da una scintilla elettrica emessa da un cavo tranciato da un carrello carico di carbone che fu male agganciato dall'operatore al meccanismo di trasporto. La giornata dell'8 agosto, nel 2001, per iniziativa del ministro del lavoro Mirko Tremaglia di Forza Italia, fu introdotta nel calendario italiano quale data della ricorrenza della sciagura come "Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo".