«Marcinelle sia da monito per la sicurezza sul lavoro»

Il presidente della Regione, Marsilio, alla commemorazione a Manoppello E il sindaco De Luca in Belgio, alla cerimonia in ricordo dei 262 minatori morti
MANOPPELLO. I morti di Marcinelle, 262 lavoratori di 12 Paesi, tra cui 136 italiani e 60 abruzzesi, non saranno mai dimenticati. La tragedia dell’8 agosto 1956, 68 anni fa, è stata ricordata ieri nelle località di cui le vittime sono originarie, Manoppello, Lettomanoppello, Turrivalignani e Serramonacesca, dai vertici istituzionali e i sindacati.
«È stata forse la più grande ferita inferta al mondo del lavoro», ha detto il presidente della Giunta regionale Marco Marsilio, presenziando alle commemorazioni di Manoppello, paese che conta 22 vittime, «quella tragedia sia da monito per il presente considerando la grande attualità del tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, perché rappresenta anche l’emblema di una condizione di sfruttamento, di messa in pericolo e di noncuranza del rischio di vite umane che si correva svolgendo determinati lavori». A Manoppello, in piazza Marcinelle, il dolore dei familiari delle vittime.
Lucia Romasco, 90 anni a settembre, vedova dall’8 agosto del 1956, ha onorato la memoria del marito Santino Di Donato, morto a 28 anni nel pozzo numero 1 del Bois du Cazier. Con lei, figli, nipoti e pronipoti dei minatori caduti in Belgio. Tra loro Camilla e Gemma Iezzi figlie di Maria Di Valerio, vedova di Marcinelle scomparsa lo scorso anno. Presente anche Agostino Sacco, arrivato dalla Campania e fratello di Antonio, il più giovane minatore scomparso nella miniera di carbone a soli 16 anni. «L’omaggio di Manoppello alle vittime di quello che fu un disastro nazionale ed europeo si rinnova ogni anno con devozione», ha detto il vicesindaco Giulia De Lellis, «perché riteniamo che la memoria vada perennemente alimentata».
Dal Belgio, a ricordare quanti persero la vita nelle viscere della terra c’erano il sindaco di Manoppello, Giorgio De Luca, l’assessore Roberto Cavallo e la consigliera Anna Giuseppina Ilario che hanno incontrato, fra gli altri la sottosegretaria di Stato agli Affari Esteri Maria Tripodi e portato il saluto dei manoppellesi nel corso della cerimonia celebrativa aperta dai 262 rintocchi di campana scoccati alle 8.10, ora dell'esplosione. De Luca ha inviato alle celebrazioni di novembre la neodirettrice del museo, Colette Ista, e ha detto: «Il mio legame con Marcinelle oltrepassa il ruolo pubblico, collocandosi di fatto in una dimensione più intima, la stessa che coinvolge tanti cittadini di Manoppello e che appartiene al nostro vissuto di comunità, anche dopo 68 anni». «Dalle testimonianze dirette degli eredi, in particolare quella di Nino Di Pietrantonio, emerge che i 262 minatori morti a Marcinelle potrebbero essere molti di più», analizza Antonio Di Marco, presidente dei Borghi, «perché molti corpi non furono riconosciuti oppure e non avevano alcun tipo di elemento che ne identificasse il nome e cognome. Indispensabile costruire una memoria collettiva della commemorazione e consegnarlo alle giovani generazioni di tutto l’Abruzzo».
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