«Marcio e indecente il galeone di Eriberto ora è pericoloso»

24 Agosto 2016

Nesssun intervento per rimuovere la barca dall’aiuola del Jambo nonostante un’ordinanza di demolizione

PESCARA. Finché la barca va, lasciala andare. Ironizza così Bruno, affezionato frequentatore della spiaggia libera antistante via Leopoldo Muzii, quando guarda dopo mesi di disinteresse e incuria il "galeone di Eriberto", natante che giace su un’ aiuola davanti allo stabilimento balneare Jambo. Rudere transennato prima dell'estate perché pericolante, tuttora in condizioni non rassicuranti nonostante l'intervento tecnico.

«Situazione pericolosa e indecente» ripetono Ezio Romanelli e Aldo Bertoni, mostrando i tiranti saltati che non garantirebbero più stabilità all'albero dell'imbarcazione ormai collassata in più punti. I titolari di Jambo, infatti, hanno dovuto fare i conti per tutta la stagione estiva con il cantiere del galeone, una messa in sicurezza che, verificato lo stato fatiscente dell'imbarcazione, ha portato alla decisione della demolizione e rimozione da parte del Comune di Pescara.

«Eppure, sono mesi che non si muove nulla nonostante i solleciti. E pensare che c'è anche un'ordinanza municipale che decreta lo smantellamento del galeone» spiegano. «Siamo seriamente preoccupati per un cedimento improvviso della barca, per esempio l'albero, cadendo, potrebbe finire sui passanti. Senza contare che ogni giorno i nostri clienti di spiaggia e ristorante», proseguono gli imprenditori, «ci domandano il perché di questa assurda situazione di stallo. Una vera e propria parentesi di degrado urbano di fronte al nostro ingresso che per noi rappresenta un concreto danno d'immagine».

"Il galeone di Eriberto", di proprietà di Damiano Merlonetti, nipote dello storico balneatore pescarese, è stata collocata su quel marciapiede una ventina di anni fa su iniziativa di Eriberto Mastromattei, allora impegnato nella sua nuova avventura, Jambo, il lido esclusivo dal sapore esotico divenuto con gli anni lo stabilimento dei vip pescaresi. Con il beneplacito della amministrazione comunale, il galeone è rimasto immobile da allora, diventando un simbolo di quel tratto di riviera – la Passeggiata Eriberto appunto – e un chiaro ricordo di un eclettico personaggio della città.

«Questa situazione ci sta particolarmente a cuore» commentano gli attuali titolari del Jambo «lo dimostrano gli incontri che abbiamo fatto con la figlia di Eriberto, Anita Mastromattei, in merito alla rimozione della barca e alla possibilità di collocare nella stessa aiuola, o nelle vicinanze, una statua di Eriberto che siamo pronti a finanziare insieme ad altri imprenditori. Anche la famiglia ha approvato».

Sembrano essere tutti d'accordo, insomma, sulle condizioni irrecuperabili del natante e sulla necessità della immediata rimozione di una imbarcazione divenuta rifugio di topi tra erbacce e rifiuti.

«Il Comune però deve intervenire subito», chiudono Romanelli e Bertoni «col cattivo tempo infatti l'urgenza della demolizione potrebbe trasformarsi in un'emergenza per l'incolumità dei tanti cittadini e ciclisti che passano ogni giorno davanti al galeone di Eriberto».

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