Marconi, ecco come sarà il nuovo edificio

Ma c’è incertezza sulle sedi provvisorie. Il Pd: no a soluzioni spezzatino. Domani la protesta in piazza
PESCARA. Mentre la Provincia annuncia la disponibilità di due sedi per il Marconi, la Di Marzio e il Major e una terza ancora da decidere, il Pd avanza altre proposte. Tracui un semplice Musp (prefabbricato), di collocazione degli spazi del liceo di via Marino da Caramanico per il quale è prevista la demolizione in estate, per poi procedere alla futura ricostruzione.
In attesa dell’ufficializzazione delle sedi provvisorie che dovranno ospitare 1.400 studenti, 200 tra insegnanti e operatori Ata, 67 tra aule e laboratori, spunta il progetto del Marconi che verrà: un avveniristico edificio multicolor che prevede un parcheggio con 28 posti auto da realizzare nelle aree interne della struttura scolastica, là dove oggi svetta un filare di alberi.
«Certezze di una sede dignitosa, non spezzatini, non ipotesi di didattica a distanza, ma soluzioni immediate di delocalizzazione» è la richiesta dei consiglieri comunali e regionali Pd, Antonio Blasioli, Silvio Paolucci, Piero Giampietro, Stefania Catalano, che ieri mattina hanno tenuto una conferenza stampa davanti al liceo schiamazzante di studenti nell'ultimo giorno di scuola.
«Certezze di una scuola che sia degna alla riapertura dell'anno, a settembre» è il grido di dolore dei rappresentanti d'istituto, Vittoria D'Antonio, Erica Verzella, Elena Colazilli e Testo Pitocco, quasi tutti maturandi, che dicono di sentirsi «delusi, amareggiati e a disagio per questa mancanza di rispetto da parte delle istituzioni che non chiariscono le reali intenzioni. Non accettiamo questa precarietà che si ripercuote sui compagni che dovranno proseguire gli studi e che, peraltro, sta facendo crollare le iscrizioni dell'istituto».
L’unica certezza, al momento, è la protesta, domani alle 15,30 in piazza Italia, sotto il palazzo della Provincia, a cui parteciperanno studenti, docenti e personale scolastico, rappresentanti politici. Dal presidio in piazza, la popolazione scolastica si aspetta risposte più esplicite dal presidente della Provincia, Antonio Zaffiri, che pure sta lavorando alacremente per trovare una soluzione nel più breve tempo possibile. «Da un anno», affondano i consiglieri Pd, «la città è a conoscenza che il Marconi sarà demolito per essere ricostruito attraverso il finanziamento Miur- RegioneAbruzzo di 8 milioni e 30mila euro. Ma la Provincia non ha ancora un cronoprogramma per la ricerca di una sede provvisoria e dignitosa. Nessuno pensi che questa scuola verrà ricostruita in un anno, ce ne vorranno almeno due, e sacrificare la vita scolastica, dopo l’anno terribile della pandemia, non è sopportabile». Quindi la richiesta di un «impegno sinergico tra Comune, Provincia e Regione per cercare soluzioni adeguate».
Due proposte arrivano direttamente dagli insegnanti dello storico liceo, datato anni ’70, e spalmato su una superficie di 4.400 metri quadrati. Leila Kechoud, docente di Lingue ed ex consigliere provinciale alla pubblica Istruzione di area Pd e Francesca Sborgia, consigliere Pd, propongono un «Musp, un modulo provvisorio, autorizzato dal Miur in più parti d’Italia», scrivono in una nota, «e, sul territorio, a Popoli, con collocazione su un terreno servito da mezzi di trasporto pubblico da ricercare in collaborazione con il Comune di Pescara e Spoltore».
Il docente di storia dell’arte del Marconi e architetto, Giuseppe Di Giampietro, fa le pulci al progetto presentato dall’impresa torinese all’istituto e in Provincia, «ne sono venuto in possesso tramite un accesso agli atti» e rivela: «Per fare posto ad una strada veicolare con 28 parcheggi scompariranno quasi tutti gli alberi presenti nell’area interna alla scuola. E i marciapiedi circostanti saranno di 1,20 cm non sufficienti per far incrociare due sedie a rotelle. Propongo di realizzare una scuola parcheggio nell’ex Cofa, lasciando il Marconi dov’è, il tempo di rivedere un progetto non definitivo, calato dall’alto e con molti errori da correggere». (c.co.)

