Marconi, scoppia la rabbia dei prof

7 Luglio 2021

Protesta al consiglio comunale sul liceo da demolire: «Servono aule»

PESCARA. Sale la preoccupazione tra docenti, personale scolastico, studenti e genitori per il futuro del liceo Marconi, per l’imminente progetto di demolizione e le mancate comunicazioni, ad oggi, su dove verrà trasferita tutta la comunità scolastica. L’occasione di esprimerla è stata la sessione aperta del consiglio comunale di ieri, su proposta del centrosinistra, che ha visto la partecipazione di insegnanti, qualche genitore e dei rappresentanti della Consulta. Non ha presenziato il dirigente scolastico Florideo Matricciano. Grande assente anche il presidente della Provincia Antonio Zaffiri per via di impegni concomitanti all’Ente parco, e che ha indirizzato una lettera all’assise, nella quale ha riepilogato storia e contenuti del progetto della nuova scuola, senza però dare indicazioni sull’imminente trasloco. «Posso anticipare che 13 classi troveranno posto all’istituto Di Marzio-Michetti in via Arapietra. Agli studenti chiedo ancora qualche giorno di pazienza», ha scritto. Una pazienza però che sembra essersi esaurita. «Noi stigmatizziamo l’intempestività e l’inefficienza della Provincia, visto che siamo a meno di due mesi dall’inizio dell’anno scolastico e nulla è stato messo nero su bianco», ha spiegato Giovanni Dursi, docente e collaboratore di presidenza. «Insistiamo sulla necessità di un cronoprogramma che non riguardi solo i lavori, ma la transizione della comunità scolastica. Siamo propensi ad adottare forme di protesta anche estreme, ad esempio uno sciopero della fame a turno, oppure un’occupazione». Da un genitore, presente all’assemblea, Davide Natale, è arrivata anche l’ipotesi di una class action.
La seduta, dopo gli interventi di Alessandra Bianco, direttore Servizi generali e amministrativi del Marconi, e del docente Alberto Di Lario che hanno ricordato di aver proposto il ricorso a moduli scolastici temporanei, nonché la necessità di lavori anche sulle 13 aule della Di Marzio-Michetti, è andata avanti con l’approvazione di un ordine del giorno e l’impegno del sindaco Carlo Masci «ad incontrare Zaffiri già domani (oggi, ndc) per reindirizzare il percorso».
Il provvedimento prevede l’invito a predisporre un tavolo tecnico di emergenza con Provincia, Regione, istituzione scolastica e la Asl; analizzare le relazioni tecniche per accertare la convenienza dell’abbattimento e della ricostruzione rispetto alla ristrutturazione. E poi verifiche sul progetto e una ricognizione per trovare soluzioni alternative.
Il destino del liceo Marconi si rivela campo minato per il centrodestra con la tensione che si taglia con il coltello. Dopo le stoccate del presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli e del vicesindaco con delega all’edilizia scolastica, Gianni Santilli, entrambi in quota Lega, nei confronti di Zaffiri per aver ignorato l’offerta di collaborazione per trovare soluzioni alternative, al momento dell’approvazione dell’ordine del giorno, che ha incassato comunque l’unanimità dei presenti, alcuni consiglieri di Forza Italia e di Fratelli d’Italia, presenti in aula fino a poco prima, non si sono fatti trovare.