Mare a Montesilvano L’estate si chiude con gli hotel vuoti
I dati degli albergatori: presenze in calo rispetto al 2015 Tocco: settembre negativo, serve più promozione
MONTESILVANO. «Ci si aspettava di più da questa stagione estiva. La regione ha tutte le carte in regola per far bene, ma deve diventare più competitiva». Si avvia alla conclusione il mese di settembre e con esso la stagione balneare 2016. Stagione che, come sottolinea Adriano Tocco, vicepresidente di Federalberghi Pescara, pur essendo positiva, non ha soddisfatto pienamente le aspettative. La stagione balneare, in termini di presenze nelle strutture ricettive, è iniziata con un mese di giugno in netto calo. Positivo luglio, con un lieve incremento rispetto allo stesso periodo del 2016. In leggero calo, invece, agosto. Segno meno, infine, sul mese di settembre, che si è fermato al 36% di occupazione delle camere messe a disposizione dagli hotel montesilvanesi, contro il 51% del 2015. I dati sono stati ricavati grazie al Sistema informativo turistico regionale (Sitra), che registra i flussi turistici in Abruzzo.
«I dati in nostro possesso riguardano 13 strutture alberghiere di Montesilvano su un totale di 19», precisa Tocco, «Settembre ha registrato un calo rispetto allo stesso mese del 2015, con il 36% di occupazione contro il 51% dello scorso anno. Un calo di presenze dovuto a due fattori: l’anno scorso ci sono stati i Giochi del Mediterraneo sulla Spiaggia, che hanno riempito le strutture nella prima settimana di settembre; il terremoto del 24 agosto, che ha scoraggiato le partenze in Abruzzo». Negativo il mese di giugno, con una diminuzione di presenze del 20%. Calo, in ogni caso, più contenuto rispetto a quello registrato a livello regionale, che ha raggiunto il 40%. «Il dato è stato dovuto, in particolare, al fattore climatico e ad allarmismi legati alla balneazione, anche se contrastati dai dati in nostro possesso. Chi era ancora in fase decisionale, alla fine non ci ha scelto». Più corposa la presenza degli italiani, che ha superato l’80%: i turisti sono arrivati, prevalentemente, da Lombardia, Lazio e Campania. Per l’estero, la fetta più rappresentativa è arrivata da Germania, complice anche il gemellaggio suggellato tra Montesilvano e Lahnstein, e Francia. «La stagione 2015 era stata molto positiva. Quella del 2016 è finita quasi in pareggio, con un calo del 5%. Positiva in ogni caso, ma non eccellente. Di certo non quella che ci si aspettava», aggiunge Tocco, «considerati gli ottimi numeri dello scorso anno e gli allarmi legati al terrorismo internazionale, che hanno spinto gli italiani a preferire le vacanze nel proprio Paese, si pensava che l’Abruzzo avrebbe potuto essere una regione trainante. A farla da padrone, però, sono state soprattutto Puglia e Sicilia. Il dato deve farci riflettere e cercare di migliorare. Bisogna lavorare in sinergia. L’Abruzzo è un territorio da scoprire: dobbiamo promuoverlo e offrire proposte interessanti».

