Mare, biciclette, shopping I turisti promuovono la città

Una mattinata tra i villeggianti in spiaggia: vanno migliorati trasporti e strade
PESCARA. Pescara, dieci e lode. I turisti che si godono il sole sulle spiagge o che passeggiano lungo la riviera promuovono la città con la bandiera Blu, «il mare pulito, le aiuole fiorite, le aree pedonali lungo le vie dello shopping, i parcheggi che finalmente si trovano, i campi sportivi sulla sabbia e i lunghi tragitti panoramici sulle piste ciclabili» che, comunque, andranno migliorate perché, a tratti, sono sgarrupate. Di contro, chi viene da fuori, nota anche la città che non va: le radici degli alberi ai Colli che sfondano la superficie stradale e rende difficoltoso il transito sulle strade, o i mezzi di trasporto lumaca.
L’atmosfera è leggera sul litorale che ieri brulicava di gente spalmata al sole proveniente da Roma, Terni, La Spezia, Biella, o dalla Spagna, dal Belgio, dal Venezuela e dall’Ucraina. Nell’aria, l’odore di fritture di pesce e di abbondante nutella strizzata nei cornetti caldi. C’è chi brinda all’arrivo dei turisti e chi rammenta che «qui ci venivamo da piccoli con i nostri genitori che alle Naiadi avevano comprato casa nel 1972 e noi andavamo in spiaggia a raccogliere cavallucci marini e granchietti. Indimenticata la rotonda fiorita dove oggi c’è la Nave di Cascella». Sono i ricordi dei fratelli Dario e Laura Mencarini, residenti sull’Appia antica nella Capitale e a Viterbo, che da quasi 50 anni tornano e ritornano a Pescara con i figli e i parenti. «Non tutti gli anni», precisano mentre assaporano un caffè al lido Le Naiadi di Gabriele Straccini che accoglie gli ospiti con la madre Teresa Sciascia, «ma tre generazioni della nostra famiglia sono cresciute a Pescara. E, a parte la pizza che lascia a desiderare, il mare è pulito tanto che abbiamo visto le stelle marine e ogni volta che veniamo la troviamo più bella: la strada parco e la pineta migliorate, la pedonalizzazione in centro consente di muoversi senza traffico. Ma i trasporti sono lenti, passa troppo tempo tra una corsa e l’altra».
Cinzia Grisorio e Teresa Ricchiuti sono due amiche nate tra Biella e La Spezia, si sono sposate con Pino e Giuseppe nella terra d’origine, Minervino in Puglia, e da otto anni scelgono Pescara come meta delle loro vacanze con i figli Alessia e Michele e Michele e Domenico. Ieri mattina si sono concesse una pausa piacevole con cornetti e cioccolata preparati da Jonny D’Olimpo e papà Antonio al chiosco “Sol Omnibus Lucet”(Il sole splende per tutti) della spiaggia libera tra Lampara e Hawaii: «Pescara ha questa pineta meravigliosa, le aiuole in fiore, le palestre in spiaggia, un’ottima cucina e prezzi abbordabili. Ma le radici degli alberi sulle strade dei Colli ci spaccano gli ammortizzatori delle auto», si rammaricano le signore. Nella spiaggia libera, stracolma di polacchi, spagnoli, torinesi, milanesi e romani, Riccardo, dall’Umbria, appunta: «In questa città si sta bene perché non è caotica, ma ho trovato troppi mozziconi di sigaretta in spiaggia» che viene pulita dai mezzi di Ambiente all’alba di ogni mattina. Anabel Tamayo, docente di spagnolo proveniente da Alicante (città portuale sulla Costa Bianca in Spagna) bacia il fidanzato Nicolas Pugliese, di Atessa, entrambi 26enni, davanti alla Nave di Cascella. Ma Nicolas ammette che fino a ieri non era mai stato a Pescara: «Non la conoscevo, è piena di ponti e rotonde». Anabel, che ieri festeggiava il compleanno e conosce la città, gli fa da Cicerone: «Ora ti porto a vedere il Ponte del Mare, è romantico e ha un panorama mozzafiato». È felice, Mirella Di Ciaccio, dipendente di una fabbrica di Chieti, perché ha accanto a sé la figlia Brunella e la nipotina Assia appena arrivata da Arlon (nella Vallonia belga), che vede per la prima volta. Tra loro parlano un po’ di francese, per lo più comunicano con il traduttore di Google. Sono stese al sole bollente di mezzogiorno, sulla spiaggia della Nave, proprio accanto al palco allestito per il We Love Fest-festival della musica organizzato dal Comune. Tecnici e operai sono al lavoro per sistemare sedie e spazzare il piazzale con le seggiole appaiate e distanziate. Annotano, Mirella e la figlia Brunella, abbronzatissime: «La spiaggia è pulita, la pista ciclabile è comoda, la città è briosa e piena di eventi e la domenica abbiamo trovato molti negozi sono aperti. Ci piacerebbe, però, vederli aperti anche di sera. Sarebbe un fantastico volano per l’economia locale. Abbiamo degustato dei gelati buonissimi, ma i trasporti hanno orari sballati e il pranzo di Ferragosto lo abbiamo pagato troppo caro».
Sulla spiaggia della Madonnina, Stefania Moschella, dal nome italiano e dalle origini venezuelane, titolare del chiosco “Playa Maria”, accoglie al bar i turisti, inglesi, francesi, ucraini, che prendono il sole sui 13mila metri quadri di sabbia a ridosso dei Trabocchi. Prende una birra dal frigorifero e alza in alto la bottiglia: «Brindo a Pescara che è un paradiso e ai turisti che la scelgono per le vacanze. Ma che potrebbero essere ancora di più se il Comune rilanciasse velocemente l’area portuale».
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