Mare di qualità eccellente da Martinsicuro a San Salvo

Positive le analisi dell’Arta. Masci: «Adesso va cambiata la legge regionale»
PESCARA. Nei 126 chilometri di costa abruzzese, da Martinsicuro fino a San Salvo, le acque di balneazione risultano per il 98 per cento di qualità «eccellente». Il dato è stato certificato dalle analisi periodiche effettuate dall’Arta (l’agenzia regionale per la tutela dell’ambiente) negli ultimi tre mesi, da maggio fino a luglio. Rispetto al 2019 i controlli periodici mostrano nel 2020 una minore percentuale di campioni non conformi su tutta la costa. Una diminuzione, in sostanza, delle concentrazioni di microorganismi inquinanti quali escherichia coli ed enterococchi nelle acque del mare.
Nel raffronto con la scorsa stagione risultano particolarmente positivi i dati relativi alle acque del mare di Pescara, completamente balneabili da 300 metri a nord della foce del fiume Saline (nel territorio di Città Sant’Angelo) fino a Fosso Vallelunga (al confine con Francavilla al Mare). Come ha evidenziato ieri mattina il sindaco di Pescara Carlo Masci in un incontro convocato dall’Arta per ufficializzare i dati della quarta campagna estiva sul monitoraggio delle acque marine e lacustri, si è passati in pochi mesi, da febbraio a oggi, dal rischio dell’interdizione permanente della balneazione alla totale fruibilità del mare poiché «tutti i prelievi, eseguiti insieme alla Regione e all’Arta, hanno fornito conclusioni molto favorevoli ed è per noi motivo di grande soddisfazione perché questo non si verificava da diversi anni».
NUOVE TECNICHE DI ANALISI I punti di prelievo individuati dalla Regione sono in tutto 113 su un totale di 126 chilometri di costa monitorati, ai quali vanno aggiunti i laghi di Scanno e Barrea. Da quest’anno, in base a quanto riferito dal direttore generale di Arta Abruzzo, Maurizio Dionisio, è stato adottato un procedimento analitico innovativo per le analisi sulle acque di balneazione, il cui utilizzo è raccomandato dal Ministero della Salute e dall’istituto superiore di sanità, che permette di ottenere i risultati già dal giorno successivo ai campionamenti. «Siamo la prima agenzia in Italia a procedere con queste nuove metodiche», ha spiegato Dionisio, «che ci permettono di agevolare il lavoro dei sindaci nel mettere in atto con tempestività le misure di gestione necessarie a tutelare la salute pubblica e l’ambiente. Il mare abruzzese si conferma di grande qualità, anche dopo la ripresa dell'attività umana post lockdown».
I DATI In base a quanto certificato dall’Arta, la percentuale di acque non conformi, quindi con superamento dei limiti massimi consentiti di escherichia coli e colibatteri, nel 2020 è appena dell’1,8% nella provincia di Pescara, a fronte del 15% della scorsa stagione. Leggermente più bassi sono i dati relativi alla provincia di Teramo: l’1,5% di acque non conformi nel 2020 rispetto al 5,1% del 2019. La percentuale sale invece su Chieti e provincia, ma siamo sempre su numeri molto bassi: il 3,6% di acque non conformi da maggio a luglio rispetto al 6,8% dell’estate scorsa.
LEGGE DA CAMBIARE Il sindaco di Pescara Masci durante l’incontro di ieri con l’Arta ha colto l’occasione per chiedere alla Regione di rivedere la norma sui divieti temporanei di balneazione, «un’incongruenza», ha detto, «che negli ultimi mesi è emersa palesemente e che non può evidentemente essere procrastinata». Il riferimento è alla delibera di Giunta regionale, approvata all’indomani dell’ingente sversamento di liquami in mare nell’estate 2015, che impone al sindaco l’obbligo automatico di disporre i divieti di balneazione per 48 ore a ogni pioggia, in contemporanea con l’apertura degli impianti di sollevamento. «È un controsenso», ha detto Masci, «un provvedimento anacronistico che crea danni enormi, perché devo firmare i divieti anche per piccoli sversamenti di pochi minuti nel fiume che si verificano in località esterne a Pescara, come a Spoltore. In realtà le analisi, che abbiamo commissionato anche dopo le piogge, hanno certificato livelli di microorganismi inquinanti compresi nei limiti di legge, quindi una qualità delle acque conforme. Il profilo biologico diffuso dall’Arta ha confermato gli esiti estremamente confortanti riguardo alla presenza in mare, ben al di sotto della soglia di legge, di escherichia coli ed enterococchi fecali».
Il Comune di Pescara, insieme alla Regione, ha già annunciato interventi per 20 milioni di euro per l’ampliamento del depuratore e per realizzare nove vasche di prima pioggia che, nelle intenzioni dell’amministrazione, risolveranno entro il 2021 il problema dell’inquinamento del fiume e del mare. «A maggior ragione», ha concluso Masci, «chiederò formalmente la modifica della norma per evitare confusione e distorsioni che danneggiano l’immagine della città e gli interessi delle imprese. È utile a tutti, all’amministrazione e al mondo economico locale, che questo venga fatto. E sono certo che la Regione si muoverà in tale direzione».
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