Mare, fumata nera I balneatori: a giugno dobbiamo lavorare

12 Maggio 2020

Anche il sindaco di Francavilla alla riunione con Febbo «Inutile discutere ancora sulle distanze tra gli ombrelloni» 

FRANCAVILLA. Nessuna novità, per l'allestimento delle spiagge bisogna ancora attendere. Questo è quanto emerso dall'incontro avvenuto ieri mattina a Pescara, tra l'assessore regionale Mauro Febbo, il suo collega Nicola Campitelli, Capitaneria di Porto, Demanio e tutti i sindaci abruzzesi appartenenti a località marine, tra cui anche Antonio Luciani in rappresentanza di Francavilla.
Di fatto l'assessore Febbo ha ribadito ai presenti che per avere indicazioni certe su quello che si potrà fare durante la prossima stagione estiva e su come allestire le spiagge bisognerà attendere le scelte fatte dal governo. Uno scenario ipotizzabile alla vigilia, che però non può lasciare sereni gli operatori del settore, i quali a meno di venti giorni dall’ipotetico via si trovano ancora a brancolare nel buio.
«Come sindaco di Francavilla mi sono fatto portavoce degli interessi dei nostri balneatori», dice al termine Luciani. «Ho rappresentato alle autorità quanto ci eravamo detti la scorsa settimana: dal mio punto di vista appare inutile continuare a discutere su quanta distanza debba esserci tra un ombrellone e l'altro. Che senso ha dover far rispettare uno, due o tre metri di distanza sulla spiaggia e poi non imporre la stessa regola per chi va a passeggio sulla riviera, a piazza Sirena o a Sant'Alfonso?», si domanda il primo cittadino.
«Devo dire che alcuni colleghi hanno condiviso la mia tesi e in parte anche gli esponenti della Regione. Ritengo invece che misure più controllate vadano prese per l'allestimento dei bagni e quello dei ristoranti». Tra le misure paventate dall'assessore Febbo anche l'ingresso in spiaggia su prenotazione e la gestione delle spiagge libere affidate ai singoli comuni. Anche su questo punto interviene il rappresentante dell'Itf Luciano Pesce: «Posto che faremo quello che ci verrà detto di fare, siamo in linea con la posizione presa dal sindaco. Se bisognerà distanziare le palme le distanzieremo, anche a costo di perdere fino al 40 per cento dell'utenza. Si sa che questa sarà una stagione particolare, ma è chiaro che per partire ci servono delle linee guida fino a questo momento non arrivate».
E ancora: «Non penso che la prenotazione possa aiutare, anzi. Così come non possiamo essere noi balneatori a gestire le spiagge libere. Sul punto ci eravamo già espressi». Analogo il pensiero del suo collega Pierluigi Di Giuseppe: «L'ingresso su prenotazione rischia solo di disincentivare le persone che invece vogliono venire al mare dopo due mesi di quarantena. Dal primo giugno dobbiamo poter lavorare, altrimenti il bilancio delle nostre attività rischia di saltare. Tutti noi abbiamo già sostenuto costi per la manutenzione e per l'assunzione del personale, non farci iniziare in tempo sarebbe un male. Per questo mi auguro che in assenza di decisioni da parte del governo sia la Regione a darci delle direttive». Infine un commento su chi propone di impiegare l'esercito per gestire le spiagge: «Spero sia solo una battuta».
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