Mare, l’Arta rileva 26 punti oltre i limiti

Ecco il quadro a pochi giorni dall’inizio della stagione dei bagni (1° maggio) I test in 114 tratti della costa. Pronti gli esami suppletivi nelle zone rosse
PESCARA. I superamenti dei limiti sono 26 lungo l’intera costa abruzzese: quattro a Giulianova, uno a Roseto, quattro a Città Sant’Angelo, due a Pescara, due a Francavilla al mare, ben dieci a Ortona, due a Rocca San Giovanni e uno a Torino di Sangro. Ma già nelle prossime ore saranno rese pubbliche le analisi suppletive eseguite nei tratti segnati in rosso nella tabella che pubblichiamo in alto. E gli “esami di riparazione” si annunciano buoni.
TEST FINO A SETTEMBRE. Dal 15 aprile sono ripresi i campionamenti dell’Arta Abruzzo per il monitoraggio delle acque di balneazione. I test proseguiranno fino a settembre secondo il calendario approvato dalla Regione Abruzzo. I prossimi controlli di routine saranno eseguiti il 13 maggio, il 10 giugno, l’8 luglio, il 5 agosto e il 2 settembre. Ma agli esami ordinari possono, di volta in volta, seguire le analisi suppletive dove i prelievi risultano oltre i limiti.
Se il test bis, eseguito a titolo precauzionale, dovesse dare un risultato positivo, nel senso di sotto il limite di guardia, non è necessaria alcuna ordinanza di divieto di balneazione. Al contrario, se la prova d’appello conferma il superamento, i sindaci dovranno immediatamente attivarsi vietando i bagni.
IL RISCHIO DA EVITARE. L’Abruzzo ha 126 chilometri di costa. Tre quarti, dal fiume Tronto fino al Foro, ha fondali bassi e sabbiosi, mentre il resto, a sud del Foro, ha un profilo caratterizzato da insenature tagliate da falesie e calette con spiagge rocciose. In tutte queste acque è possibile fare il bagno, a patto che la loro qualità non comporti un rischio per la salute dei bagnanti.
I DUE BATTERI. La disciplina per la gestione della qualità delle acque di balneazione definisce quindi i valori limite per Escherichia coli e Enterococchi intestinali, batteri che sono utilizzati come indicatori di rischio igienico-sanitario. Nel primo caso il limite da non superate è di 500, e nel secondo di 200.
SOTTO A CHI TOCCA. Il controllo sulla qualità delle acque di balneazione viene garantito dalla sinergia tra i soggetti che hanno competenze sul tema: il ministero della Salute, che governa le azioni a livello nazionale; la Regione, cui sono demandati i compiti di definizione dello stato di qualità delle acque e di pianificazione annuale; i sindaci dei 19 Comuni abruzzesi della costa, che sono le autorità sanitarie competenti ad emettere i provvedimenti di divieto di balneazione o di ripristino della balneabilità; e infine l’Arta, che esegue i campionamenti e le analisi secondo le direttive regionali e comunica tempestivamente ai sindaci gli esiti dei controlli proponendo l’interdizione alla balneazione in caso di superamento dei limiti previsti.
I primi divieti, sulla base delle analisi che pubblichiamo, sono già stati emessi dal sindaco di Pescara.
I PUNTI SONO 114. L’aspetto centrale del controllo è la suddivisione della costa in aree (o tratti), al cui interno è individuato un punto di campionamento rappresentativo. In totale i punti sono 114. Alla definizione della rete provvede la Regione. Prima della stagione balneare, sulla scorta dei controlli dei quattro anni precedenti, la Regione classifica le acque emettendo i giudizi su ciascun tratto.
La scala prevede i giudizi di eccellente, buono, sufficiente e scarso (vedi il servizio pubblicato dal Centro il 14 aprile scorso). Poi, poco prima dell’inizio e durante la stagione balneare, che comincia il primo maggio e termina il 30 settembre, l’Arta esegue i controlli attraverso campionamenti e analisi, acquisisce i dati meteomarini, verifica durante il sopralluogo l’assenza di materiali o sostanze che influiscono sulla qualità delle acque di balneazione e comportano un rischio per la salute dei bagnanti, cura l’informazione tempestiva verso i sindaci e verso il ministero della Salute e infine diffonde via web gli esiti dei controlli.
Un servizio che si rivela utilissimo per la collettività e al quale il Centro darà spazio e quindi visibilità. I dati dei controlli sono consultabili attraverso l’applicazione web sulle Acque di balneazione realizzata da Arta sia in versione desktop che per smartphone.
PARLA CHIAVAROLI. «Già fatti i primi esami suppletivi», ha confermato ieri sera Francesco Chiavaroli, direttore generale dell’Arta. «I nostri tecnici hanno lavorato in laboratorio anche nel giorno di Pasqua. Si è accertato che la maggior parte degli sforamenti è dovuta ai temporali avvenuti nel periodo dei prelievi e che hanno comportato un maggiore afflusso di acque non buone ai sistemi di depurazione».
«Nelle prossime ore l’Arta renderà pubbliche le analisi suppletive che daranno un quadro migliore dello stato di salute della nostra costa. C’è inoltre da dire», conclude il dg, «che siamo ancora in aprile e che la balneazione non potrà che migliorare. Vorrei infine consigliare ai cittadini, soprattutto ai professionisti che in qualche modo hanno a che fare con le notizie relative alle acque marine, di visionare il sito dell’Arta prima di esprimere giudizi che possono arrecare danno all’immagine della nostra regione in vista dell’inizio dell’attività turistica».
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