Mare-monti, lo psichiatra: Cantagallo può testimoniare

2 Luglio 2019

A 11 anni da sequestri e misure cautelari innescati proprio dalle sue accuse,  il geometra dovrà presentarsi in aula a novembre: ha le facoltà psico-fisiche

PESCARA. Il geometra Giuseppe Cantagallo, superteste della ormai datata inchiesta sulla mare-monti, può viaggiare e quindi è in grado di partecipare al processo. A questa conclusione è giunto il professor Raffaele De Leonardis, lo psichiatra che era stato incaricato dal Collegio del tribunale di accertare le reali condizioni fisiche di questo importante testimone che da anni sfugge a tutto e tutti e che nessuno è riuscito ad ascoltare in aula.
«Alla luce delle condizioni fisiche e mentali riscontrate», scrive lo specialista di Villa Serena nelle sue conclusioni, «pur con limitazione dovuta all’impoverimento cognitivo e al rallentamento delle funzioni mentali, attualmente Giuseppe Cantagallo è in possesso di facoltà psico-fisiche residue tali da consentirgli di rendere testimonianza al procedimento penale oggi in discussione».
Dovrebbe essere quindi l’ultimo atto per il teste fino ad ora mai comparso in aula. Il processo sulla mancata realizzazione della strada statale 81 di collegamento dell’entroterra vestino con la costa (i cui lavori iniziarono ben 11 anni fa per poi bloccarsi dopo 4 mesi per la ritenuta invasione dell’area protetta della riserva naturale del lago di Penne), che per la mannaia della prescrizione ha perso per strada tutti gli imputati coinvolti, facendo restare in piedi soltanto i reati contestati alle società dell’imprenditore Carlo Toto e del professionista Carlo Strassil, nacque proprio sulle dichiarazioni di Cantagallo.
Le sue accuse permisero alla procura di chiedere e ottenere anche delle misure cautelari e di porre sotto sequestro numerosi beni. Poi la prescrizione, che venne però rifiutata da due degli imputati: Luciano D’Alfonso, che all’epoca dei fatti era presidente della Provincia, e Carlo Toto. Per entrambi è poi arrivata l’assoluzione piena da parte dei giudici della Corte d’Appello dell'Aquila.
Per questo stesso processo, Cantagallo è finito nei guai e attualmente è in attesa di decisione da parte del gup Antonella Di Carlo (anche lei ha disposto una consulenza medica allo stesso psichiatra). È accusato di tentata estorsione di 130 mila euro ai danni di D’Alfonso, al quale chiese questi soldi alla vigilia della sua convocazione in aula, programmata per il 21 novembre 2017, come testimone per la mare-monti. «...Avendo ricevuto l’avviso di comparizione in tribunale», scrisse in una mail Cantagallo a D’Alfonso, «se tu vuoi che non venga penso sia arrivato il momento che tu mi liquidi la somma di euro 130.000 sul conto che ti dico nel rigo successivo».
Immediata la denuncia dell’ex governatore e il procedimento a carico del superteste. Dopo quella data del 2017 ci furono altre udienze nelle quali il collegio ogni volta dovette prendere atto dei certificati medici fatti pervenire dal testimone Cantagallo. Fino a quando, nell'udienza del 17 aprile scorso, arrivò l’ennesimo certificato con il quale si diceva che il geometra poteva essere trasportato soltanto in ambulanza (attualmente risiede in provincia di Trento). E fu allora che il presidente del collegio decise di affidare l'incarico al professor De Leonardis per chiarire una volta per tutte le reali condizioni fisiche del teste. Adesso si tornerà in aula l’11 novembre prossimo e Cantagallo, su disposizione del tribunale, dovrà essere accompagnato dai carabinieri.
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