«Mare-Monti utile» Lettera dei sindaci per riavviare i lavori

21 Giugno 2014

Appello al governatore D’Alfonso che è imputato con i Toto e altre 7 persone per il cantiere della superstrada veloce

PENNE. Mare-Monti, ci risiamo. La strada che avrebbe dovuto collegare l’entroterra vestino con la costa pescarese torna nei pensieri e nelle intenzioni degli amministratori locali.

Il sindaco, Rocco D’Alfonso, si è fatto promotore di un’iniziativa che, attraverso il coinvolgimento di tutti i primi cittadini dell’area vestina, in primis quello di Loreto Aprutino, Gabriele Starinieri, punta a far ripartire l’iter per la realizzazione della strada. Rocco D’Alfonso ha stilato una richiesta scritta che nei prossimi giorni sarà indirizzata al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso; al presidente nazionale dell’Anas, Piero Ciucci, e per conoscenza al prefetto di Pescara, Vincenzo D’Antuono. La Mare-Monti, il cui cantiere venne bloccato il 27 febbraio del 2008 dopo solo quattro mesi dall’avvio dei lavori, si è tramutata in breve tempo in un miraggio per i pennesi e, soprattutto, in un macroscopico scandalo giudiziario che a oggi vede ancora 11 imputati. Il prossimo 9 luglio ci sarà un'altra tappa del processo, l’ammissione delle prove, che vede tra gli imputati proprio l’attuale presidente della Regione D’Alfonso, gli imprenditori Carlo, Alfonso e Paolo Toto con altre sette persone. Gli undici imputati sono accusati, a vario titolo, di corruzione, truffa aggravata, falso ideologico, concussione. D'Alfonso deve rispondere di truffa e falso. Secondo l’accusa, l'appalto sarebbe stato stravolto per renderlo vantaggioso all'impresa Toto. A stoppare i lavori, nel 2008, fu un errore progettuale che portò il cantiere a invadere la fascia di rispetto dell’Oasi del Lago di Penne.

«Condividendo pienamente il rigoroso accertamento della procura», scrive il sindaco D’Alfonso, «vogliamo evidenziare che il bisogno di migliorare la viabilità nell’area vestina oggi si è ingigantito, poiché i tempi di percorrenza da Pescara al Gran Sasso continuano a essere insopportabili». Due le proposte che i sindaci dell’area vestina avanzeranno ufficialmente nei prossimi giorni: la prima, punta a far sì che la Regione si costituisca a tutela degli interessi collettivi lesi dal contenzioso che si è generato; la seconda, punta a far ripartire il progetto realizzativo dell’infrastruttura cogliendo l’occasione fornita dallo «sblocca cantieri» del governo Renzi.

«Sarebbe fondamentale recuperare la completa copertura amministrativa e finanziaria necessaria per rigenerare il cantiere. L’area vestina ha bisogno di una strada veloce di collegamento per crescere dal punto di vista culturale, turistico e sociale. L'unico interesse che ci ha sempre animato» chiosa il sindaco, «è vedere l'opera realizzata».

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