Mare sporco, l’intreccio di due indagini

28 Settembre 2015

Tre forze dell’ordine e tre magistrati lavorano sul caso dell’estate per accertare le cause dell’inquinamento e il ruolo della politica

PESCARA. Sarà un consulente informatico della procura a stabilire quando è stata fatta l’ordinanza del divieto di balneazione. Il documento è stato creato il primo agosto come ha sempre sostenuto il sindaco Pd Marco Alessandrini oppure il successivo 3 agosto e retrodatato all’1 come sospettano invece gli investigatori della squadra mobile e due magistrati? Sarà un perito informatico a svelare la data di nascita del documento informatico. E il futuro dell’indagine bis sul mare sporco di Pescara dipende proprio da questa risposta. Che, però, non arriverà in fretta: l’incarico al consulente non è stato ancora affidato e soltanto nelle fiction la risposta arriva con immediatezza.

Ma dopo le visite degli agenti della Mobile in Comune, è chiaro che gli inquirenti cercano risposte nei computer e nei telefonini portati via: almeno due computer e un telefonino sono stati sequestrati al superdirigente comunale Tommaso Vespasiano, finora l’unico indagato per il presunto reato di falso. Un altro computer e un altro telefonino sono stati sequestrati al capo di gabinetto del sindaco, Guido Dezio, ma Dezio non è indagato: i sequestri sono stati eseguiti in quanto considerata persona informata sui fatti. Saranno controllate anche le e-mail arrivate al Comune dall’Arta e dall’Aca per verificare le date.

Ma perché Vespasiano è indagato per un atto di competenza di Alessandrini? L’indagine è riservata, ma l’ordinanza di divieto di balneazione deve essere emessa dal sindaco e la legge impone che sia diffusa subito per tutelare i cittadini. Invece, a cavallo tra luglio e agosto, non è andata proprio così: secondo la versione del sindaco, nelle interviste e nell’audizione durante la seduta della commissione regionale di Vigilanza di mercoledì scorso, l’ordinanza è stata redatta il primo agosto, a seguito della rottura della fogna in via Raiale accaduta il precedente 28 luglio, e non è stata né protocollata né resa pubblica perché «sulla base dei precedenti e dei contatti con la comunità medico-scientifica, avevo la ragionevole certezza che subito sarebbe tornata la balneabilità». Infatti, il 3 agosto, i dati dell’Arta hanno dimostrato un ritorno alla normalità. E lo stesso 3 agosto, l’ordinanza è stata protocollata e disapplicata in quanto il mare era tornato balneabile. Il sospetto degli inquirenti, guidati dalle pm Anna Rita Mantini e Mirvana Di Serio, è che l’ordinanza sia stata fatta il 3 agosto e retrodatata all’1. Perché? Forse, per mettere riparo a una polemica politica che, nel frattempo, stava diventando sempre più grande. Un’ipotesi che, finora, nessuno conferma: per l’amministrazione, l’ordinanza ha una sola data di nascita e cioè il primo agosto anche se, dopo i sequestri in Comune, nessuno vuole commentare l’indagine bis. (p.l.)

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