Margadonna: il vero rischio è la neve accumulata dal vento

L'AQUILA. Ogni valanga è causata da una serie di fattori in parte prevedibili, in parte conosciuti, in parte naturali, in parte provocati dall'uomo. Sono tante le variabili che possono originare...
L'AQUILA. Ogni valanga è causata da una serie di fattori in parte prevedibili, in parte conosciuti, in parte naturali, in parte provocati dall'uomo. Sono tante le variabili che possono originare slavine e valanghe. La montagna è complessa, come lo è la natura. Tutto può succedere in qualunque momento. Ma ci sono dei fattori che vengono studiati e interpretati dall'uomo e dagli esperti. Abbiamo sentito il presidente del Consorzio Skipass Alto Sangro, Venturino Margadonna, uno dei massimi esperti di valanghe.
Cosa è accaduto secondo lei a Campo Felice e cosa ha scatenato la valanga mortale?
«Questo episodio è la riprova che tali fenomeni non sono condizionati alla frequenza di precipitazione».
E allora la causa quale è stata?
«Quella originaria è stata il vento. In questo caso la neve era leggera, però abbiamo avuto dei venti che trasportano neve fresca, creando dei lastroni. Sono formazioni di valanghe da vento. Paradossalmente si pensa che le valanghe siano legate alle precipitazioni. Ma non è solo così».
Come si prevede questo tipo di fenomeno?
«La neve è stata trasportata e accumulata. Quindi bisogna osservare le irregolarità di accumulo. Ecco perché si innesca il fenomeno di “debolezza”, che è la trasformazione dei fiocchi di neve in pallottolari di debole coesione».
Quindi la valanga era composta principalmente di neve fresca costituita da cristalli brinati, cioè cristalli le cui facce si sono congelate e compattate?
«I fiocchi normali sono ramificati come dei frattali e hanno una buona coesione. La neve pallottolare, invece, va a posarsi in quelle zone concave a causa del vento».
Quindi il pericolo di valanghe si registra anche senza nevicate recenti e senza sbalzi termici?
«Non è la copiosità il punto. Il rischio non dipende solo dalla precipitazione. È più pericoloso quando arrivano 20 centimetri di neve con il vento che 50 senza vento».
Come si calcola la pericolosità?
«Il grado di rischio è ottenuto da una valutazione che comprende vari fattori, quelli che abbiamo detto legati al vento o alle nevicate, ma anche quelli come l'aumento delle temperature».
Si può prevedere una valanga?
«Le valanghe sono fenomeni naturali che però diventano artificiali con il passaggio dello sciatore per debole coesione».
Quale è il consiglio agli sciatori?
«È quello di attenersi alle segnalazioni e alla consulenza delle persone esperte. È necessario prendere le informazioni che regolarmente nei bacini sciistici vengono diramate. Noi abbiamo il divieto del fuoripista perché avvertiamo questo pericolo. È una prassi che l'utente deve acquisire, attenendosi rigorosamente alle direttive della stazione. Basterebbe attenersi ai bollettini per evitare tante tragedie».(p.g.)
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