Città Sant’Angelo

Maria uccisa al rave in Svizzera, eseguita l'autopsia

1 Settembre 2026

Oggi i genitori saranno a Basilea e alla madre toccherà il riconoscimento. Un messaggio prima di morire, la 22enne aveva scritto su WhatsApp: «Vado a una festa». Poi la tragedia 

CITTÀ SANT’ANGELO. Prima di andare alla festa aveva inviato un messaggio vocale alla madre, che sentiva di continuo. Le aveva detto che stava per incontrare un amico per poi raggiungere assieme a lui il rave party. Ed è stato proprio questo l’ultimo contatto tra Maria Spinelli – la 22enne di Città Sant’Angelo morta per via di una sparatoria avvenuta proprio durante quella maledetta festa – e sua madre, nel pomeriggio di sabato. Poi la tragedia nella notte, quando intorno alle 2.30 sono state avvertite le esplosioni all’ippodromo di Schachen, a ovest del centro storico, luogo del rave: qui Maria Spinelli, nata ad Atri e cresciuta a Città Sant’Angelo, perde la vita. Ieri è stata eseguita l’autopsia e oggi ad Aarau arriveranno i genitori della ragazza per il riconoscimento cadaverico, così come fanno sapere gli avvocati Antonella Crudeli (che difende la madre) e Bruno Gallo (legale della famiglia paterna).

Nel frattempo, ieri mattina, la polizia ha arrestato un uomo di 43 anni, di nazionalità svizzera, sospettato di essere il responsabile dei diversi colpi di arma da fuoco sparati nella notte tra sabato e domenica nel momento in cui la festa era quasi terminata e molti degli oltre 3.500 partecipanti stavano per rientrare a casa. Alcuni erano già andati via, così come si evince dalle testimonianze raccolte a poche ore dall’accaduto. Secondo la polizia, l’uomo arrestato ieri sarebbe l’unico responsabile. Ma non sono state rese pubbliche altre informazioni sudi lui. Oltre alla vittima, cinque sono stati i feriti, una ragazza e quattro ragazzi, tra i 24 e i 27 anni. Due di loro sono italiani: hanno riportato ferite lievi e sono stati dimessi dall’ospedale nella giornata di domenica. Ore di attesa in Abruzzo per la restituzione della salma ai famigliari. Bisognerà però attendere la procedura, fanno sapere gli avvocati. Poi, solo dopo il dissequestro, la salma potrà essere portata in Italia. La madre della vittima è in continuo contatto con la Farnesina.

Ieri mattina, davanti alla casa in cui Maria abitava con la madre prima di andare a vivere in una località poco distante da Aarau, in Svizzera, regnava il silenzio. Dopo il viavai dei cronisti nel pomeriggio di domenica, di fronte all’ingresso della villetta, sulla strada provinciale 1, una sola macchina si è fermata ieri mattina, dopo le 12. «Siamo degli amici di famiglia», dicono. «Conosciamo bene il papà, Elvis. Siamo venuti a salutarlo per fargli le condoglianze, ma non lo abbiamo trovato». Nella casa, di proprietà della famiglia Spinelli, così come si legge accanto al cancelletto all’ingresso, vivono in realtà i nonni paterni e la madre di Maria, ma non il papà. Sulla buca delle lettere c'è un foglietto scritto a penna con il nome di “Maria Spinelli”. Poi, poco prima di allontanarsi dall’abitazione, i due amici di famiglia aggiungono: «Maria era una bravissima ragazza e aveva le sue passioni, qualche grillo per la testa, come tutte le ragazze della sua età. Quello che è accaduto è terribile».

E il sindaco di Città Sant’Angelo Matteo Perazzetti, che già domenica aveva sentito i famigliari per esprimere loro la sua vicinanza e quella dell’intera comunità, ieri li ha contattati nuovamente. E riferisce: «Quello che possiamo fare come amministrazione è facilitare le procedure per lenire questo inferno che stanno vivendo i genitori, in attesa del rientro della salma». Il primo cittadino si sofferma anche sulla «assurdità del destino: si sceglie di andare all'estero per un riscatto, per abbandonare le proprie radici a 22 anni, si inseguono al tempo stesso le proprie passioni, ma poi arriva uno squilibrato che interrompe quel sogno e tutto svanisce in un attimo». L’autopsia sul corpo della 22enne disposta dal magistrato è stata eseguita nella giornata di ieri. La comunicazione ufficiale è arrivata dalla Farnesina, fa sapere l’avvocato Antonella Crudeli. E oggi, quando sia la madre che il papà della vittima saranno in Svizzera, potrà partire per il riconoscimento formale. A Basilea i genitori riceveranno assistenza logistica dal consolato. Poi partirà l'iter perla restituzione e il rientro della salma in Italia.

Subito dopo la sparatoria ad Aarau la polizia è intervenuta sul posto e ha rinvenuto tracce di munizioni riconducibili ad armi lunghe, come fucili d’assalto. Ma nell’area sono stati reperiti anche bossoli da 9 mm. Il panico è scattato nel giro di pochi istanti e uno dei testimoni ha riferito di aver visto una donna a terra, colpita da un proiettile (alla schiena si suppone). Assieme ad altri partecipanti al rave chi ha notato la giovane ha dato l’allarme e ha tentato di soccorrerla, ma per Maria Spinelli non c’è stato nulla da fare. Per le indagini sono state mobilitate anche le autorità tedesche. E ieri mattina è arrivata la notizia dell’arresto dell’uomo di 43 anni, di nazionalità svizzera. Le autorità stanno ricostruendo il movente della sparatoria. Tre le ipotesi al vaglio: terrorismo, strage o un atto criminale riconducibile a una resa dei conti. Quest’ultima sembrerebbe essere la più plausibile, ma vige il massimo riserbo. A precisarlo sono gli stessi avvocati che assistono i famigliari.

@RIPRODUZIONE RISERVATA